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La svolta animalista di Gardaland: basta con i delfini

delfini
NON NUOTERANNO PIU’ nelle acque del Palablu di Robin, Teide, Betty e Nau, i quattro delfini cresciuti all’ombra delle attrazioni del più grande parco di divertimenti italiano. Merlin Entertainments, l’azienda inglese dietro , ha deciso che i cetacei andranno in pensione, probabilmente nell’acquario di Genova, dopo anni di servizio per intrattenere, ma anche istruire, i visitatori dell’area acquatica del parco.

Recentemente, non sono mancate polemiche sull’uso dei animali nei circhi e nelle strutture di intrattenimento per famiglie. Allo zoo di Pechino, i leoni venivano bersagliati da palle di neve, con i responsabili dell’area che ora rischiano provvedimenti. La lupa superstar del parco di Yellowstone in Usa è stata trovata morta, uccisa a ridosso dei confini del parco: il lupo più famoso del mondo subisce la recente liberalizzazione della caccia a questa specie nel Wyoming.

Scelta etica. A Castelnuovo del Garda la situazione non era così grave. Ma, dice il direttore di Gardaland Danilo Santi, “La Merlin ha nel suo codice genetico una politica di profondo rispetto per gli animali, e la scelta di dire addio al delfinario ne è diretta conseguenza”. A quanto sembra, una decisione che incide sull’economia del parco: almeno una ogni quattro

persone che entrano nel parco fino a oggi ha deciso di pagare il biglietto supplementare di ingresso al Palablu, dove nuotavano i quattro delfini.

Educazione e divertimento. Gli spettacoli acquatici del delfinario portavano in dote alla Merlin 759mila spettatori a stagione, praticamente il tutto esaurito. Ma la presenza dei delfini era in netto contrasto con le politiche ambientaliste della Merlin, nelle parole di Santi “Una grande multinazionale che attraverso i suoi acquari si impegna nella tutela delle specie marine e combatte contro la caccia delle balene”. Spiega il direttore: “C’è chi vede una contraddizione tra questo impegno ambientalista e la presenza dei delfini nei parchi divertimento”. Ma nell’acquario in cui andranno, i quattro mammiferi acquatici non vivranno più questa contraddizione. Anche se, scelta etica a parte, a Gardaland il ruolo dei delfini era diventato più educativo che di intrattenimento: il gruppo di istruttori specializzati aveva cambiato l’impianto dello spettacolo, prediligendo la parte scientifica. Di certo sulla decisione hanno avuto un peso anche le polemiche degli anni passati per la morte di diversi esemplari di delfini del Palablu: nel 2000 la Procura di Verona aprì un’inchiesta per stabilire le cause del decesso di quattro cetacei, morti nel giro di tre anni senza spiegazioni immediate.

Ma per un parco come Gardaland, che si estende per 750mila metri quadri divisi in 32 attrazioni, secondo Forbes, il quinto nella classifica dei parchi di divertimento al mondo, la sfida è cambiare, evolvere, per rinnovare l’interesse del pubblico. Dichiara Santi: “Per mantenere il successo raggiunto, Gardaland è condannata a cambiare. E per questo quando immaginiamo come sarà il Parco tra cinque anni non escludiamo nessuna ipotesi”.
Fonte Repubblica.it

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