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Dipendenti in tenda dopo la comunicazione di chiusura dello stabilimento Burgo

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MANTOVA – «Noi non siamo Mario, Giovanni, Antonio. Siamo gli operai della Cartiera Burgo, che è la storia di Mantova da 111 anni. I sindaci e i prefetti passano e cambiano, ma la nostra fabbrica è sempre là». Parla con voce rotta Stefano Viviani, Rsu aziendale, davanti al sindaco di Mantova Nicola Sodano. Incontro ufficiale in Municipio per operai e sindacati, ad un giorno dalla notizia della dell’impianto per la produzione di carta da giornale, unico in Italia, stabilimento di fondamentale importanza del gruppo piemontese Burgo.
E intanto, attorno alle considerazioni di rito, si aggrava il quadro occupazionale, che emerge dall’ennesima spina staccata da altre macchine che cessano così di produrre e dare lavoro. Perché compreso l’indotto, i lavoratori che restano senza occupazione saranno 300. Ai 188 dipendenti Burgo vanno sommati gli addetti alla mensa, alle pulizie, ai trasporti. E non c’è spazio per la speranza, perché la direzione aziendale non si smuove. Così, dopo Marzabotto, Avezzano e Chieti, tocca a Mantova. «Praticamente chiudono uno stabilimento all’anno – chiosano sindacati e Rsu – e ci hanno risposto con fastidio e arroganza dal 2008 ad oggi, quando davanti alle difficoltà del mercato prospettavamo possibilità di investimenti, per risollevare la produzione e abbattere i costi energetici. E oggi parlano di quelle soluzioni come se non le avessimo mai poste alla loro attenzione».
Anche quando Tea Spa aveva detto sì ad un’intesa nell’interesse di tutti, che rispettasse la riconversione ecologica e permettesse all’azienda di pagare a prezzo di mercato la carta da macero, il gruppo disse no. E appena un mese fa si rifiutò di prender parte al tavolo ministeriale, promettendo di non chiudere e non vendere. Ma la sinergia con il territorio e con Tea è proprio una delle soluzioni che ora si prova a riprendere in mano, ipotizzando una riconversione degli impianti, e un utilizzo di tanta alta e preziosa specializzazione di risorse umane, perchè questo è sempre stata la Cartiera Burgo.
Il sindaco promette ascolto, vicinanza, interventi sociali al fianco delle famiglie e rappresentanza anche al tavolo di crisi con il prefetto, previsto per venerdì 18 gennaio. «Preghiamo solo che non cali l’attenzione su questo disastro – aggiunge Giampaolo Franzini, Rsu/Slc – e che se ne parli ancora, perché con la cassa integrazione straordinaria non si può andare avanti a lungo». Proseguono intanto, nel cuore della campagna elettorale che muove anche dinamiche tutte politiche, gli incontri dei lavoratori con le istituzioni.
«Ci trovate là, alla Cartiera», promettono i dipendenti, che installano una tenda all’ingresso e organizzano una manifestazione a piedi dallo stabilimento al centro città. Il caso della Burgo apre gli occhi su una dimensione più ampia che abbraccia i settori della comunicazione e della gestione energetica nel nostro paese, perché queste, insieme alla lungimiranza imprenditoriale, sono le variabili in gioco che influiscono sulla produzione e sulla competitività.
Valeria Dalcore
fonte:ilcorrieredellasera.it

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