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L’insostenibile leggerezza di una politica 2013 inconsistente

ingroia

di Aldo SANTORO.

Berlusconi, Monti, Bersani, Casini, si susseguono come un loop che si ripete all’infinito, un incubo da cui malgrado ci si divincoli nervosamente non si riesce a svegliarsi, un film horror costretti a vedere nella scena più angosciante con la musica in crescendo e gli attori già intrisi di sangue, il tuo. Siamo pronti alle politiche 2013 e sembra un palcoscenico teatrale dove i soliti noti si sforzano di indossare il vestito più bello e nuovo della festa per apparire più belli ed accattivanti ma soprattutto credibili nel nome del voto popolare all’insegna, di nuovo, (grazie Monti), del porcellum.
Ingroia l’ultimo volto nuovo o meglio restaurato e’ il collante di un’accozzaglia di delusi: De Magistris, , comunisti di ogni ordine e grado… Lo chiamano ed in realtà ti accorgi che è come una foto modificata ad arte con Picasa: tanti nomi della società civile e cognomi noti come il figlio di Pio La Torre per far capire la lotta alla mafia sarà il vero punto fermo di questo partito nuovo di zecca. Ma cos’è che non va? Una questione di pelle che trasuda dalle parole, ferme, pesate, pensate oltre la necessità propria dell’oratoria: l’assenza di spontaneità e l’impressione di una recita a soggetto protesa a conquistare l’uditorio e non a condividere verità ed a cercare adepti per una battaglia che non sia quella della propria affermazione personale. Ingroia non piace perchè forte è la sensazione che voglia cavalcare battaglie già viste: contro Berlusconi, tipica di , l’ambiguità tra Mr. B e Bersani sottolineata più volte da Grillo e poi quel nome che ti strozza in gola grande, sul simbolo “INGROIA” che lo inorgoglisce, non il massimo per chi si candida per il partito di rivoluzione civile, popolare. E allora? Viene quasi di dare ragione a Berlusconi: i magistrati facessero il loro lavoro e basta con questi traghettamenti in politica altrimenti toccherà a gente come me andare nelle aule di giustizia a far trionfare le verità nascoste visto che di toghe non ce ne saranno più a breve attirati dalle sirene del Parlamento e incapaci di restare in mezzo alla gente a fare la rivoluzione civile, quella vera nel nome della legge. Un’ultima cosa: nasce una nuova costola del PD, Centro Democratico di Donadi e Tabacci, benvenuto al nuovo partito del nulla. Sentivamo proprio il bisogno di un nuovo 0, …% che non cambierà la storia d’Italia ma servirà a questi due soggetti a mantenere una poltrona in Parlamento.

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