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Creazzo, insegnante lascia eredità milionaria ai suoi cani


Fonte Il Giornale di Vicenza

Una pensionata morta in circostanze misteriose, un’inchiesta aperta per omicidio volontario contro ignoti, un corpo esumato a distanza di alcuni giorni dal funerale. E, soprattutto, un’eredità milionaria lasciata ai suoi 12 cani. Non è un romanzo giallo di Edgar Wallace, ma la drammatica vicenda di Nives Savelli, 68 anni, una ricca ereditiera di trovata morta all’alba dell’8 settembre scorso nel giardino della sua villa, sui colli sopra Creazzo, in via Campignardi. IL DECESSO. Era l’8 settembre scorso quando un’amica di Nives, che viveva sola nella villa circondata da una dozzina dei suoi amatissimi cani, entrò nella proprietà dell’insegnante in pensione, che non rispondeva. La trovò in giardino, a terra. Diede subito l’allarme ma non c’era più nulla da fare: Savelli era già deceduta. Furono informati i carabinieri di Montecchio Maggiore, che eseguirono un sopralluogo dal quale non emerse alcun segno di scasso. La pensionata presentava una botta in testa, che – almeno in un primo momento – fu attribuita alla caduta a terra. Secondo gli inquirenti, la donna – che si lamentava di alcuni malesseri da qualche settimana – aveva avuto un malore improvviso e si era accasciata senza riuscire a dare l’allarme. Venne eseguita, anche su richiesta dei famigliari, un’autopsia diagnostica che attribuì il decesso a cause naturali, senza l’intervento di altre persone. L’INCHIESTA E L’ESUMAZIONE Nei giorni successivi, prima che la salma fosse cremata come da indicazioni della vittima, alcuni amici di famiglia avanzarono ai carabinieri alcuni dubbi. Quali? Al momento i sospetti, nel dettaglio, sono coperti da segreto. L’ipotesi ventilata era quella che il decesso non fosse naturale. Per questo il pubblico ministero Silvia Golin ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando l’omicidio volontario. Una scelta dettata dal fatto che così era possibile ordinare l’autopsia giudiziaria su Savelli; l’esame è stato affidato al medico legale Andrea Galassi che dovrà depositare la sua relazione. Per consentirgli di compiere l’autopsia, il pm ha ordinato l’esumazione della salma dal cimitero di Creazzo, dove era stata sepolta. Un intervento compiuto con estrema circospezione nelle scorse settimane dagli operai del Comune. L’EREDITÀ. Savelli, vedova del farmacista Sergio Contin, era ricca di famiglia. Oltre alla villa, con 12 mila metri quadrati di giardino, ha lasciato anche investimenti molto ingenti in banca. Complessivamente, l’eredità sarebbe di alcuni milioni di euro. I carabinieri della procura, incaricati dal pm, nelle scorse settimane hanno ascoltato numerose persone per fare chiarezza, e fra queste anche il notaio davanti al quale Savelli aveva redatto il suo testamento olografo. La sua intenzione era quella di creare una fondazione per la tutela dei suoi amati cani «e i loro eventuali discendenti, lasciandoli nella mia casa di Creazzo». La pensionata, amante della cultura, della natura e della cura del corpo – era un’esperta riconosciuta di medicina “alternativa” -, stravedeva per i suoi cani, molti dei quali presi direttamente in canile. L’amica che l’ha trovata a terra ha spiegato che di quando in quando amava dormire nella stessa stanza dei suoi cani, che comunicava con il giardino della villa. TUTTO AI CANI. «I cani erano i veri destinatari del suo patrimonio», aveva spiegato il notaio agli investigatori del luogotenente Lorenzo Barichello. Tutti i suoi beni pertanto sono stati destinati agli animali, e sono stati nominati custodi del patrimonio il nipote Edoardo, a cui la zia era molto legata da un forte sentimento, e il consulente finanziario che la seguiva nei suoi investimenti. Nel testamento è presente una clausola che li obbliga a prendersi cura delle bestiole e dei loro futuri cuccioli; in caso contrario, Savelli aveva disposto di lasciare tutto alla Lipu, l’ente per la protezione degli uccelli. GLI SVILUPPI. Ora la procura è in attesa dell’esito definitivo dell’autopsia, che chiarirà le circostanze della morte e darà indicazioni precise: la sfortunata pensionata è deceduta per cause naturali o per cos’altro? In questo caso, chi avrebbe potuto volere del male ad una donna stimata da tutti? Cosa è accaduto quella notte a Nives, che era stata vista in vita per l’ultima volta il giorno precedente dagli amici che l’andavano a trovare? In queste settimane, gli inquirenti stanno raccogliendo una serie di testimonianze per fare chiarezza. E per rispondere a tutti i dubbi sulla morte della ricca ereditiera che ha lasciato tutti i suoi averi ai cani.

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One Response to Creazzo, insegnante lascia eredità milionaria ai suoi cani

  1. giuseppe rigoni

    7 dicembre 2012 at 22:19

    Solo chi ha perso ogni contatto con la società degli umani può fare un soìimile gesto, comunque meglio ai cani che non ai preti.

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