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Siamo tutti Antonio Di Pietro, ma Donadi? Lui vero Giuda


Di Caterina FRANCHINA

Non si può sentire in questo periodo il coro unanime di giornali e tv che si divertono a crocifiggere in una sorta di Pasqua anticipata il buon Antonio , reo di un’intervista infelice che ha fatto da traino ad una sorta di scoop (mah?!?!) retrodatato di Report; a parte i balbettii e gli imbarazzi dell’ex pm non sembra infatti che la versione televisiva di quello di qualche anno fa di Panorama, “L’Italia dei Valori immobiliari”, che però fu quasi ignorato perchè, giornale di stampo berlusconiano, venne forse scambiato per l’ennesima produzione della macchina del fango contro i nemici del Cav.. E quindi? Stupisce tutto soprattutto il momento: concomitante alla caduta del Berlusca e coincidente all’ascesa di Grillo, irrefrenabile. Il comico genovese dopo aver attraversato lo Stretto vuol davvero mangiarsi l’Italia intera sul piatto dell’antipolitica: tutti sembrano preoccupati e cercano rinnovamenti, giovani visi da porre come prestanomi alla ribalta, nuove idee che non tocchini i privilegi ed incantino la gente ma…. La verità è che siamo tutti un pò come Antonio Di Pietro; in fondo non ha fatto nulla di particolarmente strano o illegale: ha raggiunto una posizione, l’ha consolidata ed ha reso la sua leadership inattaccabile. Tutto questo affiancato da una moglie, un’amica speciale (Silvana Mura) e uomini più o meno di fiducia. Più o meno perchè ormai i Giuda si sono moltiplicati e sono rimasti davvero in pochi coloro i quali sono rimasti a fianco al Molisano preferendo il “si salvi chi può”, tra questi Donadi. Non è che faccia notizia questo avvocato che Antonio Di Pietro come un talent scout ha fatto all’improvviso diventare capogruppo alla Camera dei Deputati. Esperienza zero, sembrava uno di quegli uomini su cui contare ad occhi chiusi, lui si che qualche anno fa alle prime uscite in Rai appariva timido ed impacciato, una versione sbiadita del suo capo di cui cercava di imitarne atteggiamenti e parole ed adesso… Tuona contro Tonino, si indigna e minaccia scissioni… Scappa un pò da ridere: sicuramente i giornali di Destra, i seguaci del PD ed i numerosi nemici di Di Pietro faranno di lui un eroe ma è, scusate il parere del tutto personale, come una noce in un sacco “non fa rumore” e nel mare magnum della politica è destinato a morire, salverà la poltrona, probabilmente, ma morirà nell’anonimato se via il porcellum, torneranno le preferenze. Quella preferenza che continua ad avere Di Pietro, almeno nelle nostre simpatie: la politica si fa con i soldi e chiama soldi, Tonino lo sa e sa che l’unico che sembra non crederci, il miliardario Grillo, crumiro come Marchionne dei suoi giovani militanti rampanti, può salvarlo dalla fine e portarlo perfino al Quirinale. Se in politica cesseranno i finanziamenti torneranno gli antichi valori, altrimenti invitiamo Report a cercare altrove ispirazioni: l’Italia è come Di Pietro, solo che lui ha i numeri per farcela e provare a cambiare, poco, nulla, ma provarci mentre, a noi rimangono solo le parole finchè non ce le faranno perdere del tutto. Ad maiora

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