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Elezioni: Idv, grillini e sinistra radicale a rischio ”big bang”


(ASCA) – Roma, 6 nov – L’avvicinarsi delle elezioni provoca una sorta di big bang nella geografia tradizionale di alcune formazioni politiche. Pochi giorni dopo la trasmissione televisiva ”Report” che raccontava la gestione dei fondi pubblici fatta dal partito di Antonio Di Pietro, l’ e’ ad esempio valutata a rischio scissione. ”Nel pomeriggio ho annunciato al presidente della Camera le mie dimissioni da capogruppo dell’”, ha annunciato ieri sera Massimo Donadi. ”E’ una scelta che compio con serenita’ e convinzione – ha proseguito – affinche’ nella riunione dei gruppi parlamentari nessuno possa usare strumentalmente questo tema per eludere l’unico confronto veramente dirimente, quello sulla rottamazione di che Di Pietro sta scientemente portando avanti”. Donati spiega le sue dimissioni da capogruppo dell’ alla Camera con il dissenso verso le scelte che hanno portato all’esclusione dell’ dal centrosinistra. La replica di Antonio Di Pietro non si fa attendere: ”Nessuna soppressione dell’, nessun nuovo partito, ma una fase di rilancio, un rinnovato rapporto fiduciario con gli elettori, che non si limita alla semplice modifica del simbolo”. L’ex pm di Mani pulite non ha intenzione di fare un passo indietro: ”Il nuovo partito si chiama Italia dei valori, come simbolo ha un gabbiano e stiamo lavorando per togliere il nome Di Pietro perche’ deve diventare piu’ grande, piu’ impersonale, piu’ determinato a portare avanti la battaglia per la legalita’ e la solidarieta’. Io ne saro’ il portavoce”. Ieri, nel corso di una intervista sul sito online della ”Stampa”, Pier Luigi Bersani non aveva riaperto il dialogo con il leader dell’: ”Non ho regalato nessuno a Grillo. Dopo Monti, Di Pietro ha via via compiuto scelte verso posizioni radicali, di opposizioni e di attacchi diretti al Pd”. Il segretario del Pd chiude per l’ennesima volta la porta al confronto: ”Non si puo’ far finta di andare d’accordo quando volano gli insulti. E’ Di Pietro ad aver fatto la sua scelta, non il Pd”. Il pericolo disgregazione dell’ avvicina il partito al Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, dopo che quest’ultimo ha parlato di Di Pietro come candidato ideale per il Quirinale? A una alleanza elettorale tra i due soggetti politici sono in pochi a credere mentre tra i non mancano le polemiche interne. ”Non si puo’ procedere alla lapidazione pubblica se non la pensi come Grillo. Io ho aderito a questo movimento perche’ ne condividevo lo spirito e le idee, ma non voglio che si trasformi in Scientology”, ha detto ieri Federica Salsi, intervenendo nel Consiglio comunale di Bologna segnalando il rischio di trasformare l’organizzazione di cui fa parte in una setta. Grillo aveva criticato la presenza di Salsi, eletta a Bologna, nella puntata di ”Ballaro”’ di martedi’ scorso (”I talk show sono il vostro punto G”). Intanto Leoluca Orlando, sindaco di Palermo eletto a sorpresa senza l’ accordo con Pd e Sel, portavoce dell’, ha annunciato che sta meditando sulla possibilita’ di ricostruire il movimento della Rete (quello che negli anni novanta fu protagonista della cosiddetta ”primavera siciliana”). Prima tappa della nascita di qualcosa di nuovo potrebbe essere l’appuntamento del 30 novembre a Acquasparta, paesino tra Terni e Perugia, dove ogni quattro mesi (il prossimo sara’ il decimo incontro) i partecipanti invitati da Orlando discutono della fase politica. Questa volta una delle relazioni e’ stata affidata a Fausto Bertinotti, ex segretario di Rifondazione. Dovrebbero essere presenti tra gli altri Roberto Balzani, sindaco piddino di Forli’, Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, Federico Pizzarotti, sindaco grillino di Parma. Sara’ presente pure Di Pietro. Da Acquasparta potrebbe partire una piu’ forte interlocuzione con Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, anche lui in sofferenza come Orlando nel rapporto con l’, che non rinuncia all’ipotesi di una lista civica da presentare nelle elezioni politiche di primavera, e con Alba (Alleanza per il lavoro, i beni comuni e l’ambiente), il movimento lanciato dal sociologo Marco Revelli e dallo storico Paul Ginzsborg che potrebbe aggregare il quotidiano ”il manifesto”. Il big bang in atto ha gia’ provocato la deflagrazione della Federazione della sinistra. Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, e Cesare Salvi, portavoce del Movimento per il Partito del lavoro, si sono separati da Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione. Oggetto del contendere e’ il rapporto con il nascente centrosinistra imperniato su Pd e Sel a cui guardano con interesse Diliberto e Salvi. A proposito di Sel e Pd, Nichi Vendola ripropone un problema al segretario Bersani: ”All’Udc, che chiede al Pd di escludere Sel, deve rispondere Bersani. Se vuole solo guadagnare il governo senza guadagnare il cambiamento, se e’ disponibile a un programma mediocre, dove non si fanno passi avanti sui diritti civili e sulla giustizia sociale, allora andra’ con Casini. Bersani vorrebbe uscire sia con me che con Casini, ma ognuno di noi due vuole l’esclusiva”. Il leader del Pd stempera le polemiche: ”Ho sempre detto che il gioco della torre non vale. Vado d’accordo con Vendola, e non solo con lui, nel campo progressista e poi voglio convincerlo, ma credo ne sia convinto che questo campo dei progressisti deve presentarsi in modo aperto, dialogante con tutte le forze europeiste di centro moderato”. gar/mau

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