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Vicenza. Clamoroso abuso edilizio in viale Trieste: diventa del Comune un condominio di 6 piani


“Il Comune acquisisce un condominio abusivo alto sei piani in viale Trieste, a due passi dal cimitero maggiore. Toccherà al consiglio comunale decidere se demolirlo o destinarlo ad uso pubblico”. La notizia è dell’assessore all’edilizia privata Pierangelo Cangini che con i tecnici del suo settore e della polizia locale oggi pomeriggio ha compiuto un sopralluogo accertando che la ditta The Goal spa, proprietaria del cantiere aperto già da qualche anno al civico 94 di viale Trieste, non ha ottemperato autonomamente all’ordinanza di demolizione delle consistenti parti abusive accertate a fine maggio. Di qui il via alla procedura che prevede l’acquisizione al patrimonio comunale di quanto realizzato abusivamente e della relativa area.
“Dopo il caso della Valletta del Silenzio – ha ricordato Cangini – è la seconda volta che l’amministrazione comunale avvia questo iter che ha risvolti pesantissimi per i proprietari. Fortunatamente a gli abusi edilizi stanno diminuendo perché si è capito che questa amministrazione fa sul serio con i controlli e l’applicazione delle regole. Inoltre chi viene scoperto, il più delle volte per tettoie o piccole costruzioni abusive, cerca di mettersi velocemente in regola. Qui non è stato così. Quindi, malgrado l’entità del bene, non ci resta altro da fare che acquisirlo”.
La vicenda risale al 2009, quando il Comune rilascia un permesso di costruire per la demolizione di una villetta e la costruzione di un edificio di 6 piani più interrato dove ricavare 11 appartamenti e un negozio per una superficie totale di 1322 metri quadrati.
I lavori partono nel 2010 con la presentazione di alcune varianti, compreso un ampliamento che si avvale del piano casa.
Sopralluoghi successivi dei tecnici comunali, scattati anche in seguito alla denuncia dei vicini, mettono però in rilievo come le opere, ormai giunte all’ultimo piano, non rispettino il progetto approvato e, soprattutto, le distanze dai fabbricati e dai confini.
La proprietà propone una sanatoria, ma la soluzione non risulta conforme alle norme e quindi non può essere accolta dal Comune che il 22 maggio scorso, a firma del direttore del settore edilizia privata Michela Piron, emette un’ordinanza di demolizione delle parti abusive, cioè di gran parte del condominio, ingiungendo alla proprietà di procedere entro 90 giorni.
Di oggi la verifica che nulla è stato fatto e che non è nemmeno stato presentato ricorso al Tar. E il conseguente avvio della procedura per l’acquisizione dell’edificio abusivo al patrimonio comunale.

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