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Perugina propone: padre lascia il posto al figlio! Ma c’è da dire che…


Fa discutere molto, l’idea della Nestlé, di trasmettere quasi in via genetica parte del lavoro dei padri ai figli disoccupati.
Spiega Gianluigi Toia, direttore Industrial Relation della multinazionale:La Perugina è una fabbrica di cioccolato, e il prodotto, per essere venduto, deve essere fresco. Per questo abbiamo bisogno di più gente in un periodo più limitato, quello prima della consegna. Ci sono operai che aspettano la pensione e con le nuove leggi non possono riposare.

Allo stesso tempo impediscono l’ingresso di forze fresche. Perché non chiedere loro di ridurre le ore settimanali da quaranta a trenta, con la possibilità di offrire uno stipendio ai loro figli? Si fa presto a fare i conti: il padre perde il 25% del salario ma il figlio ha uno stipendio pari al 75% di quello a tempo pieno. In pratica, in una famiglia, invece di uno stipendio ne arriva uno e mezzo“.

Ciò non toglie che l’ingresso della prole in azienda non sarà automatico: “Chi accetta la riduzione d’orario chiede l’ingresso del ragazzo ma saremo noi a valutare. Se non va bene, il figlio resta a casa, il padre continua a lavorare al 100% e tutto è come prima“.

Proposta umana per contenere i costi o ennesima fregatura a danno dei lavoratori visto che, sembrerebbe la Nestlé investa 500 milioni nel caffè in cialde in Spagna, Inghilterra e Germania, e nulla qua da noi?

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