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Sarego (VI) incorona Beppe Grillo: grande folla, tante risate e voglia di crederci



Di Caterina FRANCHINA
Foto a cura di Aldo Santoro
con la partecipazione di Claudia Santoro
Ci vuole coraggio ad affrontare il cuore pulsante della Lega eppure Grillo lo ha fatto, in Veneto, a e c’era anche stavolta ad incoraggiare i suoi uomini, o meglio, i suoi ragazzi, vista l’età. Suona veramente strano pensare che il più vecchio della lista del Movimento cinque stelle di Sarego abbia solo 43, detto sul palco con molta vergogna, in linea al Grillo pensiero che ribadisce, in aggiunta, che i giovani, se eletti, rimarranno comunque solo due legislature dopo di che “toglieranno il disturbo” (se facessero così anche le facce mummificate del Parlamento nostrano…). Si parla di democrazia dal basso, PAT dove ognuno possa dire la sua, di gruppi d’acquisto solidale in materia di fotovoltaico. Sventola alta la bandiera del movimento in piazza e gli applausi per non mancano: trascinatore, per quelli dell’antipolitica (i vari Casini, Bersani ed Alfano nonchè Napolitano in ultima istanza, sovvertitore del sistema, terrorista) ai limiti del rivoluzionario, parla dritto al cuore delle persone che lo ascoltano rapiti cercando in lui il traghettatore verso spiagge di serenità, verso un ritrovamento di una normalità dei valori che l’epoca o meglio l’epopea di Bunga Bunga e mafiopoli politica sembra aver sepolto per sempre, ma troveranno il coraggio di votare per il faccione che a lui si riconduce dentro la cabina elettorale? Fa paura, questo è certo: i giornali stanno cercando di demitizzarlo, ma lui, adesso come non mai, ha l’impetuosa vis di chi sa che è entrato nella storia per sempre e sempre più lontano dall’essere comico si serve della sua ironia per indurre come Socrate la gente alla ragione proprio con il ragionamento e non con l’instupidimento come consuetudine degli attori decennali della politica nostrana che cambiano nome ai partiti e solo quello. Oggi la nave del cambiamento viaggia con il vento in poppa: Roberto Castiglion, perchè non crederci? Un voto per provare a vivere una vita degna di essere vissuta, per provare a vivere e non lasciarsi morire. Andando via avevo le lacrime agli occhi: avevo con me mia figlia ed ero felice di averla portata con noi a respirare, seppur solo a quindici mesi, una boccata d’aria pura. Grazie Beppe!

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