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Facebook ride della crisi della Lega ed intanto si dimette il trota


(AGI) – Milano, 10 apr. – “Primo atto delle pulizie di primavera, ma non basta di certo. Adesso, avanti tutta”. Cosi’ Roberto Maroni commenta su facebook la vignetta in prima pagina del Corriere della Sera sulle dimissioni di Renzo Bossi. L’ex ministro dell’Interno ha postato sul suo profilo la vignetta dal titolo ‘Trota fuor d’ acqua’, in cui lui viene ritratto insieme a Umberto e Renzo Bossi: al senatur che dice “Mio figlio Renzo ha deciso di fare un passo indietro”, lui risponde “E’ gia’ un passo avanti”.

Maroni ha particolarmente gradito la vignetta: “Giannelli e’ un mito”, ha commentato, nel post, con riferimento al vignettista del Corsera. Renzo Bossi, dunque, ha presentato le sue dimissioni da consigliere regionale della Lega Nord. Il figlio del Senatur, accusato di aver utilizzato dei soldi destinati al partito per le sue spese personali, ha protocollato le sue dimissioni che verranno ratificate dal Consiglio regionale nella seduta del 17 aprile. Ora Rosi Mauro sarebbe pronta a fare un passo indietro lasciando la vicepresidenza del Senato.

E’ stata una Pasquetta durissima per il Carroccio, in pieno ‘tsunami’ come l’ha definito Roberto Calderoli, iniziata con le anticipazioni di un’intervista di Alessandro Marmello, autista e bodyguard di Renzo Bossi.
Marmello ha raccontato a ‘Oggi’ di avere ritirato denaro contante “dalle casse della Lega” per pagare le spese personali del figlio del Senatur. Dopo poco piu’ di un’ora, la decisione di Renzo. “In questo momento di difficolta’, senza che nessuno me l’abbia chiesto faccio un passo indietro e mi dimetto da consigliere regionale”, ha annunciato.

“Io non sono indagato”, ha tenuto a sottolineare, “e’ stata una scelta difficile fatta per salvare il movimento e dare alle domande che tutti si pongono, le risposte che nel giro di poco tempo si avranno”. Il gesto di Bossi Jr e’ stato apprezzato dal leader della Lega.
“Ha fatto bene a dimettersi”, ha detto Bossi. Ma l’ormai ex segretario ha indirettamente negato che la scelta sia stata dettata dalla bufera che si e’ scatenata sul movimento. “Erano due-tre mesi che mi diceva che era stufo di stare in Regione”, si e’ limitato a dire. Quanto alla Mauro e all’opportunita’ che lasci l’incarico istituzionale, la risposta del Senatur e’ stata laconica: “Poi vediamo”.

Ma la base freme, con radio Padania inondata di telefonate di protesta in cui Bossi e’ stato paragonato a Craxi, e le contestazioni e il sarcasmo sul ‘Trota’ circolati sul web. E a Bergamo c’e’ la serata dell’orgoglio leghista, con i giovani padani armati di ramazza simbolo di quella ‘pulizia’ invocata da Roberto Maroni. L’ex ministro sara’ al fianco dell’altro triumviro Calderoli e resta da scoprire se ci sara’ anche Bossi. Di certo tutti si aspettano che per allora anche la Mauro avra’ fatto il grande passo. “Credo che non vi sia nessun obbligo giuridico, ma che sarebbe opportuno e altrettanto giusto se Rosi Mauro desse le dimissioni da vicepresidente del Senato”, ha chiarito Calderoli, per “dimostrare che vuole piu’ bene alla Lega che a se stessa”.

E sia Calderoli sia Maroni sembrano ormai guardare avanti, a quel ‘dopo’ che nascera’ dal congresso federale in autunno. “Sono triste per quello che ci sta succedendo, ma anche ottimista”, ha assicurato Maroni, “il nostro destino e’ davanti a noi e dipende solo da noi. Abbiamo la forza per reagire? Io sono sicuro di si': facciamo pulizia, liberiamoci dalle scorie e rinnoviamo l’impegno sulle nostre storiche battaglie”. Certo che la Lega non soccombera’, anche se “sicuramente ci sara’ un riscontro” alle amministrative, e’ anche Calderoli. “Stara’ a noi dimostrare di avere superato questa fase”, ha spiegato, “e che, visto che ci e’ cascato in testa uno tsunami, siamo come i giapponesi che in pochi mesi hanno ricostruito e non come le baraccopoli che ancora adesso esistono nei nostri paesi terremotati”.

Mentre il Carroccio e’ alle prese con il suo terremoto, le forze che sostengono il governo Monti si sono impegnate a varare in tempi brevi una nuova disciplina del finanziamento ai partiti. Entro domani Pdl, Pd e Terzo polo definiranno “alcune prime norme urgenti per il controllo e la trasparenza del finanziamento ai partiti, hanno deciso i segretari Angelino Alfano, Pierlui Bersani e Pier Ferdinando Casini, nel corso di alcuni colloqui telefonici.

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