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LAVORI LUNGO IL RETRONE. LEGAMBIENTE CREAZZO: “UN CLASSICO INTERVENTO INGEGNERISTICO PIUTTOSTO CHE UN LAVORO IN SINERGIA CON LA NATURA”


A cura di Circolo LEGAMBIENTE
CREAZZO- OVEST VICENTINO

Sono iniziati nell’autunno 2011 a Creazzo i lavori lungo il fiume Retrone, che porteranno maggiore sicurezza idraulica a valle ed alla realizzazione di un percorso ciclo-pedonale alternativo alla mobilità stradale; quest’opera sicuramente porterà anche, di riflesso, indubbi benefici ambientali. Dobbiamo essere grati all’Amministrazione Comunale, soprattutto nelle persone del Sindaco e dell’Assessore all’Ambiente, per l’impegno profuso per far sì che iniziassero i lavori.
Poco dopo il loro inizio, però, ci sono sorte alcune perplessità, chiaramente non sugli obiettivi perseguiti (che sono condivisi), ma sulle modalità con le quali si stava procedendo. Con spirito critico, ma propositivo, abbiamo chiesto un incontro informale congiunto con l’Amministrazione e il Consorzio Alta Pianura Veneta. Dopo un primo passaggio informale con il Comune, abbiamo potuto solamente verificare che nel progetto (o meglio nell’unica “tavola” in possesso del Comune), non vi era alcuna risposta ai quesiti che ci ponevamo. Abbiamo chiesto ancora un incontro informale con il Consorzio Alta Pianura Veneta e il Comune. Risposta: articolo sul Giornale di Vicenza e servizio su TVA con risposte generiche. Nessun coinvolgimento di una associazione che si occupa di interessi diffusi come Legambiente e che chiedeva solamente un confronto. Il nostro parere favorevole ad interventi rivolti alla sistemazione idraulica del territorio c’era e c’è tuttora ma non ci tornano le modalità esecutive che hanno artificializzato il tratto del corso di fiume interessato dai lavori. Eppure c’è una normativa nazionale ma anche regionale (linee guida dettate dalla Regione Veneto con D.G..R.V. n. 3357 del 10/11/2009 e successivo Manuale tecnico realizzato da Veneto Agricoltura) che parlano chiaro.
L’intervento in corso sembra (non possiamo far altro che ipotizzare visto che documenti tecnici dettagliati o un confronto tecnico ci è stato negato) più un classico intervento ingegneristico piuttosto che un lavoro in sinergia con la natura (come peraltro prevedono le linee guida regionali) trattata invece come un nemico da combattere. Una semplificazione degli argini alla faccia della biodiversità, del paesaggio, della difesa spondale e dell’ambiente. Avremmo piacere di essere smentiti coi fatti… con i dati e con un sereno confronto. Poteva essere effettuato lo stesso lavoro con modalità diverse? In testi divulgativi troviamo facilmente che “gli ambienti naturali come le foreste, le lagune, i sistemi fluviali, e i litorali sono essenziali per la vita sulla terra, ospitano animali e vegetali che sono il risultato di migliaia di anni di evoluzione e costituiscono una fonte insostituibile di risorse per l’uomo; sono inoltre parte essenziale del nostro patrimonio culturale e della nostra identità contribuendo a caratterizzare quegli elementi del paesaggio che sono il risultato delle attività umane e delle modalità d’uso del territorio che si sono sviluppate e affinate in passato, quasi sempre in modo armonico con la natura.” Rispetto l’abbattimento di quasi tutti gli alberi presenti nel tratto di sponda oggetto dell’intervento, un pensiero comune lo si trova espresso sempre in testi divulgativi: “la vegetazione… oltre a essere la più grande fonte di ossigeno per il pianeta, riduce l’erosione del suolo e impedisce smottamenti trattenendo il terreno con le radici, contribuisce a regolare il ciclo dell’acqua, agendo da tampone nei confronti di eventi estremi come le inondazioni o le siccità, introduce composti organici nel suolo rendendolo più fertile e aumentando la sua capacità di assorbimento e degradazione delle sostanze inquinanti derivanti dalle attività dell’uomo.”
La cosa paradossale e comica, se non fosse per il reale scempio messo in atto lungo le sponde del nostro Retrone è che sul sito dell’Assessorato Beni Ambientali Provincia di Vicenza è presente un approfondimento proprio sul “progetto Retrone”, dove si può leggere tutto il contrario di quello che è stato fatto, a parte come già detto, per l’aspetto puramente idraulico dell’opera..
Per finire è nostra intenzione, dopo aver raccolto pareri autorevoli di esperti ed altre associazioni, interpellare direttamente la Provincia di Vicenza e la Regione Veneto per chiedere spiegazioni e denunciare come sia stato possibile approvare, nel XXI secolo, un progetto che non ha tenuto conto di aspetti “primari ed assoluti” quali sono l’ambiente e il paesaggio.

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One Response to LAVORI LUNGO IL RETRONE. LEGAMBIENTE CREAZZO: “UN CLASSICO INTERVENTO INGEGNERISTICO PIUTTOSTO CHE UN LAVORO IN SINERGIA CON LA NATURA”

  1. cesare

    23 febbraio 2012 at 14:10

    prima di leggere quest articolo credevo di essere l unico ad essere indignato per sti lavori. sono state chiuse tane, reso inaccessibile agli animali la sponda del canale, non solo ma si e pure costruito una strada (forse pedonale, non so ancora)dove la gente va a passeggiare a tutte le ore (anche con cani ) in una zona di rifugio selvaggina , preclusa alla caccia e ad altre attivita. e stato chiesto alla popolazione se era d accordo x fare quest opera?sono un cacciatore ma non per questo un nemico degli animali e della natura , anzi, la questione si poteva gestire tranquillamente in modo diverso . saranno forse felici le famiglie che abitano in zona ma ripeto che si poteva gestire diversamente. adesso che succedera ??? … pian pianino si comincera a costruire anche su questa sponda ?…

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