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CALDEROLI – SEMPLIFICAZIONI: “DA NAPOLITANO DUE PESI E DUE MISURE. LE NORME CHE IERI NON POTEVANO ESSERE URGENTI E NECESSARIE OGGI LO SONO PERCHE’ SONO FIRMATE DA MONTI E NON DA BERLUSCONI”


“Buona parte dei contenuti del decreto legge di ieri sulle sono gli stessi, o quanto meno una loro variante, del decreto legge per la crescita predisposto dal sottoscritto, da Roberto Castelli, Paolo Romani, Renato Brunetta ecc ecc, che mai ha visto la luce a causa dell’indisponibilità del presidente Giorgio a firmarlo.
Un decreto che, probabilmente, avrebbe consentito la ripresa del Paese e impedito gli attacchi speculativi e l’impennata dello spread.
Il Consiglio dei Ministri che lo stava esaminando – informato che il decreto avrebbe dovuto essere trasformato in emendamento alla legge di stabilità, perdendo così per strada la maggior parte dei contenuti – fu sospeso dal presidente Silvio Berlusconi, proprio per un ulteriore estremo tentativo di convincere il Colle che invece si dichiarò irremovibile all’ipotesi della decretazione d’urgenza.
Adesso scopriamo che quelle norme rifiutate ieri dal Colle, perché prive dei requisiti di necessità e di urgenza, sono diventate oggi necessarie e urgenti semplicemente perché la firma sul decreto legge è quella di Mario e non più di Silvio Berlusconi.
Due pesi e due misure, caro presidente Napolitano, che mi amareggiano e che fanno vacillare la stima che avevo per lei.
Rilevo poi che, curiosamente, nel decreto mancano le parti più rilevanti per la crescita, ovvero le parti che erano più invise ai poteri forti e d’altra parte non potrebbe che essere così in un regime di fascismo bianco, dove i media celebrano l’abrogazione di 300 leggi e dimenticano le 425.000 norme bruciate nel 2010 dal sottoscritto”.

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