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Legge sull’onorabilità. Un regalo al condannato Caltagirone (suocero di P.F. Casini),firmato dal suo ex legale,il ministro Severino. Tutto cambia nulla cambia!!


Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol, il 31 di ottobre è stato condannato in primo grado a tre anni e sette mesi di reclusione per aggiotaggio nella scalata illegale del 2005 alla Bnl, quella famosa dei furbetti. Problemi in azienda? Carriera in forse? Macchè. Cimbri è salvo. E già che c’è, può serenamente attendere l’esito dei negoziati per il salvataggio della Fonsai. Il gruppo di Salvatore Ligresti potrebbe infatti finire sotto l’ombrello di Unipol, con il rampante Cimbri numero uno in pectore.

Può stare tranquillo anche il costruttore, nonché vicepresidente delle Generali, Francesco Gaetano , pure lui condannato (tre anni e sei mesi) nel processo Bnl. Insomma, liberi tutti. Lo stabilisce il nuovo regolamento sui requisiti di onorabilità di amministratori e alti dirigenti delle compagnie di assicurazioni. Può sembrare incredibile, ma fino a ieri queste norme non c’erano. Il governo, anzi tre governi, ci hanno messo sei anni a venire a capo di un testo. E quando finalmente il decreto è stato messo nero su bianco, tutto si è risolto in un incredibile colpo di spugna, come lo ha definito ieri un articolo del Corriere della Sera. La legge, pubblicata il 9 gennaio sulla Gazzetta Ufficiale (in vigore dal 24 gennaio) è l’ultimo regalo del ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, il quale si è dimesso insieme all’intero governo Berlusconi il giorno dopo la firma, il 12 novembre.

Il via libera definitivo alle nuove norme è però arrivato solo qualche giorno dopo grazie al governo Monti. Infatti il decreto di Romani è stato “vistato” anche da Paola , Guardasigilli in carica dal 16 novembre. , come noto, è avvocato di gran fama e tra i suoi principali clienti, ormai da molti anni c’è anche Francesco Gaetano Caltagirone, forse il principale beneficiario delle nuove norme. C’è un conflitto d’interessi, quindi, tra la ministro e la avvocato. Tanto più che il decreto è stato licenziato giusto in tempo per togliere d’imbarazzo il vicepresidente delle Generali.

Vediamo le date. Il 31 ottobre viene emessa la sentenza di primo grado per la scalata dei furbetti alla Bnl. E l’ 11 novembre, neppure due settimane dopo, Romani estrae dal cassetto, dove giacevano ormai da anni, le norme sui requisiti di onorabilità. Di lì a poco arriva anche il visto del nuovo ministro della Giustizia. Ecco il colpo di spugna, quindi. Il decreto, infatti, fissa una serie di casi in cui gli amministratori di compagnie di assicurazioni perdono il requisito di onorabilità e vanno quindi sospesi dai loro incarichi. Le norme però non sono retroattive. I manager già in carica non hanno quindi nulla da temere, possono concludere il loro mandato senza il rischio di essere sospesi.

Alla norma sulla retroattività è stato però aggiunto un altro comma che di fatto inchioda i manager alle loro poltrone. Funziona così: in caso di future condanne i requisiti di onorabilità vengono meno, si legge nel testo ministeriale, soltanto “in relazione a procedimenti avviati” dopo la data di entrata in vigore del regolamento. In altre parole, Caltagirone e Cimbri possono stare tranquilli. Se anche fossero condannati in secondo grado e perfino in via definitiva per l’aggiotaggio nella scalata alla Bnl del 2005, non perderebbero comunque la poltrona. Il rischio esiste solo se i due manager venissero coinvolti in nuovi procedimenti penali iniziati dopo il 24 gennaio prossimo, data in cui entreranno definitivamente in vigore le norme firmate dall’inedita coppia Romani-.

Quest’ultima disposizione appare quantomeno sorprendente, soprattutto se si confronta il nuovo testo sulle assicurazioni con quello sull’onorabilità dei banchieri, che invece è in vigore sin dal 1998. I due regolamenti sono praticamente identici. Le condanne che prevedono la sospensione immediata dagli incarichi sono le stesse. E cioè, in generale, tutte le condanne per i reati in materia finanziaria, per i delitti di bancarotta e quelli contro la pubblica amministrazione puniti, questi ultimi, con reclusione di almeno un anno. Per tutti gli altri delitti la sospensione è in vece prevista in caso di condanna ad almeno due anni.

Insomma, le norme sui banchieri e quelle sugli assicuratori viaggiano in parallelo, ad eccezione del comma che riguarda i procedimenti già avviati. Gli amministratori delle compagnie di assicurazioni, come detto, vengono sospesi solo per eventuali condanne in procedimenti penali futuri. Niente di tutto questo è invece previsto nelle norme, più severe, che si applicano ai banchieri. E allora, è il caso di dirlo, gli assicuratori sentitamente ringraziano i ministri Romani e

Dal Fatto Quotidiano del 12 gennaio 2012

La replica del ministro

Con riferimento all’articolo pubblicato dal “Fatto Quotidiano” giovedì 12 gennaio, intendo precisare alcuni aspetti che, pur in parte rappresentati nel testo, sono contraddetti dal titolo: “Un regalo a Caltagirone firmato dal suo ex legale: il ministro ”. Il regolamento sui requisiti di onorabilità in ambito assicurativo rientra nelle competenze decisionali del ministro dello Sviluppo economico e non già del ministro della Giustizia. Esso viene emanato previo interpello dell’Isvap, parere del Consiglio di Stato e comunicazione del presidente del Consiglio dei ministri, e senza alcuna partecipazione del ministro della Giustizia, neppure in fase consultiva. Il regolamento è stato formato e deciso nei suoi contenuti dal precedente ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, il quale ha provveduto ovviamente anche a firmarlo. Il visto del guardasigilli è atto volto a verificare la sola forma e non già i contenuti del provvedimento. Esso è un atto dovuto in presenza dei requisiti formali del regolamento. Lascio giudicare ai lettori se questo trasparente itinerario possa giustificare il titolo “Un regalo a Caltagirone firmato dal suo ex legale: il ministro ”.

Prof. Paola , ministro della Giustizia

È comprensibile l’autodifesa del ministro , ma la vicenda del regolamento sui requisiti di onorabilità degli amministratori delle compagnie di assicurazioni resta sconcertante. Il governo ha preso a scatola chiusa un decreto “libera tutti” firmato dal ministro Romani ventiquattr’ore prima di dare le dimissioni e dieci giorni dopo la condanna al processo Bnl di Francesco Gaetano Caltagirone, già cliente dell’avvocato . Quel decreto, è bene ricordarlo, giaceva da anni nei cassetti del ministero. Visto il contenuto assai delicato di quelle norme sarebbe forse stato opportuno prendere tempo per valutare meglio. Il governo non l’ha fatto. E del governo fa parte anche il ministro , che ha controfirmato l’atto. v.m.

Fonte il fattoquotidiano.it

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