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CALDEROLI – REFERENDUM LEGGE ELETTORALE: “TACIUTI I VERI MOTIVI DELL’INAMMISSIBILITA’…”


“Non so quale sarà il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla ammissibilità dei quesiti referendari in materia elettorale.
Il pronunciamento potrà essere positivo soltanto sulla base di motivazioni politiche, in conseguenza della pressione dell’elevato numero dei sottoscrittori, dei media e all’indebita invasione di campo dei sottoscrittori dell’appello dei professori di diritto costituzionale.
Il pronunciamento nel merito invece, non può che essere di inammissibilità, non soltanto per il fatto che l’abrogazione di una legge che abroga la precedente non può portare alla riviviscenza automatica del Mattarellum ma anche per un altro motivo.
Infatti, anche qualora – in ipotesi – si potesse produrre la riviviscenza della legge abrogata, il Mattarellum non sarebbe in grado di funzionare in quanto i collegi e le circoscrizioni di quest’ultimo avrebbero dovuto essere adeguati al censimento del 2001 e alle modifiche della legge Tremaglia che introduceva gli eletti all’estero.
L’adeguamento si è reso così necessario che, a suo tempo, nel 2005, venne adottato un decreto-legge, il n. 64, quale intervento ponte di emergenza, in mancanza del quale non sarebbe stato possibile andare a nuove elezioni e veniva espressamente previsto che quel decreto avrebbe avuto effetto solo per la prima tornata elettorale successiva alla sua entrata in vigore.
Pertanto oggi non sarebbe possibile intervenire con nessuno strumento legislativo sul Mattarellum in quanto lo stesso risulta abrogato e quindi non ci sarebbe l’oggetto su cui intervenire.

Conseguentemente, anche se fosse condivisa la tesi della riviviscenza del Mattarellum, rimarrebbe un vuoto legislativo che la nostra Costituzione non accetta in materia elettorale e certamente la Consulta non può dichiarare ammissibile un quesito nella speranza che questo vuoto venga sanato successivamente, mettendo a repentaglio la continuità del funzionamento del sistema parlamentare.
Questa è la vera motivazione sull’inammissibilità dei referendum, di cui nell’ampio dibattito che si è tenuto sulla materia si è accuratamente taciuto…”

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