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La Fornero piange.. Ma perchè noi ridiamo?!

Di Aldo Santoro e Caterina Franchina

Sarà in ragione di questa uggiosa giornata autunnale ma sinceramente proviamo molta tristezza dopo che il , altrimenti definito il Governo boia ha reso edotti i cambiamenti in essere per, come dicono loro, salvare l’Italia. Non ci ha fatto per niente tenerezza la Fornero gemente e piangente in questa valle di lacrime, non ci ha suscitato solidarietà lo sguardo compassato del sobrio premier, non ci ha dato speranza la forza del sacrificio nel nome della “salute nazionale”. Perchè? Ma perchè queste iniziative strabilianti dei professori non ci sono state ed alla fine tassa qui, tassa là, tassa su, tassa giù a pagare sono sempre gli stessi. E, sinceramente, fa venire prurito alle mani, -per dirla come “Er pelliccia” – la faccia contrita dei vari politici che hanno fatto a gara a mostrare il loro ipocrito volto in tv per far capire, come direbbe casini, ops, c’è scappato il minuscolo, che la medicina era amara e necessaria, perchè se questo è vero è altrettanto vero che non ci vuole un tecnico della domenica per capire che i poteri forti, le banche e le caste dei privilegiati, politici e similia l’hanno scampato bella e quindi… No!!! No!!No!! Perchè la gente che ha una casa ha anche un mutuo da pagare e molto spesso non  ha neanche più un lavoro per pagarlo e quindi rimettere l’ICI cambiandolo nome, non è stato, per così dire elegante. Non è stato neanche elegante dare il via libera a nuove accise sulla benzina impedendo di fatti alle famiglia anche la libertà di movimento, tassare i risparmi perchè lo Stato non ha nulla a che fare con i sold nostri o procrastinare le pensioni perchè dopo una vita di lavoro avremo pure il diritto quando siamo nell’età della lucidità, di goderci la famiglia. Ed allora, questi tecnocrati facessero molta attenzione: se arriverà la fame del popolo arriveranno pure i “forconi” contro il Parlamento ed allora questi professorini dovranno pensare a salvare loro stessi invece che l’Italia: la storia parla chiaro, il popolo – non lo sfami con le brioches!- Ad maiora

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