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Incidenti sul lavoro. Ad Avezzano muore ustionato un operaio della Burgo.


Il Colle Informa redazione

A soltanto 72 ore dallo scoppio della cartiera di Lallio il settore della carta registra un altro incidente mortale questa volta verificatosi nello stabilimento della Group di in provincia de L’Aquila. Secondo le prime informazioni, in un reparto si sarebbe verificato uno scoppio che ha coinvolto un operaio,morto ustionato, del quale non sono state rese note le generalità. Sono ancora in corso le operazioni per il ripristino della funzionalità dell’impianto; sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri.
Il consiglio di fabbrica e la direzione dell’azienda in segno di solidarietà hanno sospeso ogni attività per 24 ore. “Sono sconvolto dalla notizia che ci ha raggiunto mentre tenevamo un’assemblea dei lavoratori nello stabilimento Burgo di Sarego”,commenta Aldo Santoro delegato sindacale del Veneto della Fistel Cisl e delegato sindacale della Burgo Group.
“Ho l’impressione, che parlare di sia diventato demagogico, retorico e ridondante,aggiunge” Santoro. “Sembra quasi non faccia più notizia parlare di “morti bianche” locuzione falsa e ipocrita, come se la morte avesse un colore distintivo. Più semplicemente ci sono contesti in cui morire è assurdo e innaturale, inconcepibile, lì ove costruiamo il nostro futuro e quella della nostra famiglia,  il posto di lavoro, istituzionale trampolino verso la vita e non sconcertante baratro verso la morte.
La Burgo investe molto in termini di prevenzione e di sicurezza con corsi di formazione e migliorie sostanziali degli impianti,ma evidentemente cio’ non e’ bastato a salvare la vita del lavoratore di Avezzano. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro alle morti bianche o di ogni altro colore ci sono persone , con la loro famiglia e le loro relazioni, che con la loro tragica scomparsa creano un vuoto enorme e una terribile sofferenza. Non dobbiamo dimenticare che nessun profitto, mai, giustificherà la perdita di una vita umana” conclude Santoro. Ma nessuno fa  nulla da sempre e quindi i cronisti avranno sempre quacosa di raccontare, una famiglia in Italia, un proprio caro da piangere. Amen.

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