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S&P taglia il rating di 24 banche italiane


Standard & Poor’s ha tagliato il rating di 24 . Il giudizio riflette le conseguenze di uno sviluppo macroeconomico e finanziario che l’agenzia si attende “più difficile rispetto a quanto previsto in precedenza”. La casa americana aveva abbassato il rating sul debito italiano portandolo da A+ ad A, con outlook negativo, lo scorso 20 settembre.

Tra le banche sottoposte al downgrade ci sono Mps (da A- a BBB+), Banco Popolare (da A- a BBB), Ubi Banca (da A ad A-), Banche Carige (da A- a BBB+), Credem (da A- a BBB+), Banche Popolare dell’Emilia Romagna (da A- a BBB+), Banca Popolare di Vicenza (da BBB+ a BBB), e Banca Popolare di Milano (da A- a BBB+).

Giudizi confermati invece per le big Intesa Sanpaolo, Unicredit, e Mediobanca, che mantengono rating il A, come Banca Fideuram e Banca Imi. Su Bnl S&P conferma A+.

Il problema principale è, secondo l’agenzia americana, il riacutizzarsi delle tensioni sui mercati periferici dell’Euro Zona, in particolar modo sull’Italia, che “hanno portato a un ulteriore deterioramento dello sviluppo operativo per gli istituti di credito”. S&P ritiene che il costo degli istituti di credito per finanziarsi sia destinato a crescere considerevolmente per via dei rendimenti crescenti che gravano sui titoli di stato italiani.

La casa americana crede inoltre che le difficoltà non siano transitorie e non possano essere superate con facilità fino a quando il governo italiano non metterà in atto nuove misure per la crescita e non riuscirà a innescare una più rapida riduzione del debito pubblico. Nelle opinioni di S&P, il costo che banche e industrie italiane si accollano per finanziarsi rimarrà “sensibilmente più elevato rispetto a quello che grava sui competitor degli altri Paesi dell’Euro Zona”.
FONTE www.milanofinanza.it

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