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Scoprire il Veneto in bici. All’Expo Bici presentata l’iniziativa “Green Tour”


Si chiama “”: è un percorso naturalistico di circa 600 km che si snoda principalmente in , nei territori dei Parchi regionali del Sile, del Delta del Po e dei Colli Euganei, la Laguna di Venezia e i Colli Berici, ma abbraccia un contesto transregionale che coinvolge anche Emilia Romagna, con il Delta emiliano e Ferrara, e Lombardia, con Mantova e Parco del Mincio. L’obiettivo è di offrire ulteriori possibilità per una visitazione lenta e “vissuta” di ambienti e paesaggi di assoluto pregio, dove poter gustare anche i prodotti, la cucina e l’ospitalità di alta qualità espressi da questi territori. L’iniziativa è stata presentata alla Fiera di Padova, nell’ambito di Expobici, il salone dedicato alla bicicletta, agli appassionati e ai campioni delle due ruote, dagli assessori ai parchi e al bilancio del Veneto, Franco Manzato e Roberto Ciambetti, affiancati dai responsabili dei Parchi regionali coinvolti nel Green Tour. L’itinerario di Green Tour, promosso dall’Ente Parco Naturale Regionale del fiume Sile (per il quale era presente il presidente Alberto Magaton) per il ventennale della sua istituzione, si snoda lungo percorsi ciclabili e pedonali di valore, come la ex ferrovia Treviso – Ostiglia, i tracciati della Litoranea Veneta nella Laguna di Venezia, i tragitti lungo i fiumi Brenta, Adige, Muson, Sile, Livenza, Piave, Monticano. Di fatto esso diventa una sorta di grande pista circolare di circa 550 chilometri, alternabili con 390 chilometri navigabili. Per gli amanti della bicicletta, esso completerà l’offerta di nuovi grandi piste turistiche attrezzate dalla Regione per dare un ulteriore offerta alla sua economia dell’ospitalità, nella quale primeggia in Italia. “Contiamo di averlo pronto all’utilizzo per la metà dell’anno prossimo”, ha affermato Manzato, mentre secondo Ciambetti “l’investimento necessario, che avverrà anche con fondi comunitari, porterà un ritorno economico certo in termini di nuova economia”. “Qualità della vita, utilizzo sostenibile e valorizzazione del territorio, sono le linee guida che ci siamo posti – ha fatto presente Manzato – e che continueremo a perseguire per dare più vita e più partecipazione alle aree naturali, la cui bellezza è anche effetto della presenza umana, evitandone l’abbandono e il degrado ma anzi valorizzandone le peculiarità e assicurandone così la conservazione”. “Il progetto – gli ha fatto eco Ciambetti – interviene in un territorio dove convivono grandi patrimoni ambientali, storici e culturali, che costituiscono un asset fondamentale e un’importante risorsa economica, sia come elemento di attrazione turistica, sia come forma di differenziazione e di identità da proporre in un mercato sempre più globale”. La creazione di un sistema di turismo sostenibile transregionale si fonda inoltre sulla cooperazione tra regioni e richiede un allineamento ai programmi comunitari, mediante l’armonizzazione dei servizi offerti alla popolazione ed al turista, individuandone efficaci e razionali strategie infrastrutturali e gestione dei servizi. “Green Tour può quindi costituire una rete originale ed alternativa – ha concluso Manzato – per leggere un territorio straordinario che è anche stato culla di civiltà, che vanta siti Unesco, aree a parco e un sistema paesaggistico e produttivo frutto dell’equilibrio realizzato tra uomo, terra ed acqua. Di più: è pure patria d’origine di una enogastronomia e di una cucina eccellenti, delle quali oggi abbiamo voluto proporre un piccolo esempio con tre diversi risotti dio territorio, caratteristici del trevigiano, del Delta del Po e del veronese”.
fonte: 4minuti.it
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