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Prostituzione. Sparatoria in strada a Vicenza tra cittadini dell’Est Europa.


Uno, due, tre, otto colpi di pistola. In rapida successione. La nella centrale strada del sesso, dove le giovanissime prostitute dell’Est brulicano alla ricerca dei clienti nostrani, si conclude con due feriti in pericolo di vita. Pare si tratti di fratelli, forse albanesi, di sicuro stranieri, abbattuti da rivali urlanti, in una terrificante caccia all’uomo come nel peggiore dei Bronx, in un classico regolamento di conti per il controllo della . Un terzo ferito, meno grave, è stato raggiunto da alcune coltellate ed è stato raccolto a due passi dallo stadio Menti da un’ambulanza del Suem, mentre i feriti gravi hanno raggiunto il pronto soccorso su un furgone crivellato di colpi di pistola.
In una drammatica serata di fine luglio Borgo Casale, tra le 21.15 e le 21.30, si trasforma nel set verista di uno scontro a fuoco tra immigrati che campano sfruttando squillo, che appollaiate sul tacco 12 vanno a caccia dei maschi vendendosi per 50 euro.
La ricostruzione a tarda notte era ancora molto frammentaria. Gli agenti delle volanti e della squadra mobile della questura, con la collaborazione dei carabinieri del radiomobile e della polizia locale, setacciavano la nuova mecca dell’eros berico alla ricerca di testimonianze. In prima fila i detective del vicequestore Michele Marchese e del commissario Loris Cecchetto, coordinati dal vicequestore Giuseppe Sinatra, per cercare di risalire ai killer che hanno sparato per uccidere, e che poi sono fuggiti sgommando su una macchina di grossa cilindrata. Forse una Bmw serie 5.30 di colore scuro, pare con targa romena.
Il nastro del filmato comincia ad avvlolgersi al numero 18 di Borgo Casale. Da poche settimane un paio di ragazzi dell’Est, indicati dai vicini come fratelli, sempre scortati da un paio di dobermann poco rassicuranti, hanno preso casa. Nell’androne di un’abitazione vicina le prostitute si cambiano d’abito vestendo la divisa d’ordinanza per essere più seducenti. «Qui è un via vai di zoccole che hanno infestato la zona senza che nessuno faccia nulla», spiega arrabbiato un vicentino sulla sessantina che chiede l’anonimato e che ancora trema al pensare alle pallottole vaganti. «Ho paura perché è gente che ammazza – dice -, se sparano per strada in una zona centrale come questa vuole dire che sono loro i padroni».
Capire quello che era successo intorno a mezzanotte era davvero arduo perché polizia e carabinieri, col maggiore Roberto Lerario, erano ancora impegnati nel tentativo di risalire agli sparatori. Di sicuro i due albanesi con una scusa sono stati attirati sulla strada dove hanno iniziato a discutere con i rivali. «Parlavano a voce alta in una lingua incomprensibile», raccontava un ragazzo di colore che abita nelle vicinanze.
Se i tre feriti siano della stessa banda o siano rivali era impossibile saperlo. L’inseguimento e la sparatoria sono avvenuti tra Borgo Casale, via Valdagno e viale Trissino. Dalla Bmw sono partite le pistolettate che hanno ferito i due fratelli. Uno è stramazzato, dopo avere cercato di fuggire, pochi metri dopo Hotel Dream. L’altro ha avuto la forza alla guida del proprio veicolo di farvi salire sopra il congiunto barcollante, quindi di dirigersi verso il vicino ospedale.
Il terzo ferito, invece, sanguinante raggiungeva l’ingresso della gelateria Ricci davanti al Menti, dove i sanitari del 118 dopo qualche minuto lo caricavano per trasferirlo a sirene spiegate al San Bortolo.
Nel fuggi fuggi scandito dalle grida di killer e vittime; dai rimbombi dei proiettili che più di qualcuno ha scambiato inizialmente per petardi, una zona centrale del capoluogo si è trasformata per diversi minuti in una riserva di caccia degli sfruttatori della prostituzione. Intorno all’una le forze dell’ordine davano la caccia oltre che alla Bmw nera anche a un Peugeot 207 di colore blu. Intanto, all’ospedale i chirurghi operavano i due feriti giudicati in condizioni molto gravi, a rischio di morte, mentre il sostituto commissario Giampaolo Bettini con la sua squadra cercava di dare un nome al commando, forse di nazionalità romena.
fonte:ilgiornaledivicenza.it

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