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Manovra.Maggioranza nel caos. Salta la norma sul riscatto degli anni del militare e della laurea.


In mattinata il tema è stato al centro di un vertice al ministero dell’economia, cui non ha partecipato Tremonti. La misura sarebbe saltata soprattutto per i dubbi sulla sua costituzionalità.

E’ rimasta in vita meno di due giorni. La norma sulle pensioni, quella che riguardava il riscatto degli anni di e del servizio militare, è saltata. L’annuncio è arrivato dopo un incontro tra il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il collega della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ed i tecnici del Ministero dell’Economia. La misura – che era il principale frutto del vertice di oltre sette ore ad Arcore, lunedì scorso – prevedeva l’esclusione del riscatto degli anni di università e del servizio militare ai fini dell’uscita dal lavoro con 40 anni di contributi. All’incontro non era presente il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

In particolare, secondo da fonti del centrodestra, il provvedimento sarebbe caduto per dubbi sulla sua costituzionalità 1. La questione potrebbe essere affrontata “collegialmente”, domani, probabilmente a margine della riunione del Consiglio dei Ministri. Dalla misura – che avrebbe interessato una platea di 665 mila persone – si attendevano entrate pari a 1,8 miliardi, ma i tecnici del Tesoro sostengono che i saldi resteranno invariati “perchè – dicono – l’emendamento non era ancora stato presentato e quindi non rientrava ancora nel testo definitivo della manovra”. Cresce però il fronte di chi parla ormai della necessità di una manovra-ter 2.

E’ stato in particolare il Carroccio a premere per una revisione della misura. Già stamattina, sulla Padania, era possibile leggere: “La manovra avrà bisogno di un’ulteriore riflessione”. La misura sulle pensioni aveva scatenato un’ondata di reazioni indignate in particolare sul web e da parte di alcune categorie, come quelle dei medici.

Proprio mentre veniva annunciato lo stalcio della norma sulle pensioni, le segreterie congiunte di Cisl e Uil annunciavano un presidio domani pomeriggio davanti al Senato contro questo provvedimento.
Fonte Repubblica.it

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