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Lettera di un terrorista mai nato.. A proposito di manovra..

Ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale

di Aldo Santoro e Caterina Franchina. “Non se ne può più.. Altro non ho da dire dopo queste continue novità che stanno prostrando il futuro della Nazione. Continuano bellamente a proporre ed approvare leggi, leggine e decreti non preoccupandosi di quello che sarà di noi, dei nostri figli, del domani. Rilasciano interviste con una gara senza quartiere a chi la spara più grossa o almeno a chi riesce a strappare il titolone sulle prime pagine dei giornali o l’apertura ad effetto sui tg ma non può continuare così. Grassi ed infingardi tra veline ed escort, anzi puttane chiamiamole con il loro nome, non pensano più alla gente comune, quel popolo su cui è fondata la sovranità di cui parla la Costituzione o qualcosa del genere, quel popolo calpestato, deriso, umiliato che ormai non ha più la forza di ribellarsi…

Se loro vogliono sfidarmi, non ho paura, io sono pronto. Mi guardo indietro, al tempo in cui negli anni 70 avevo poco meno di vent’anni, quando i giovani erano la vera voce del padrone, quando ascoltando la canzone “Il bombarolo” di De Andrè si pensava ad un eroe non ad un deliquente e la parole della strofa maestra ci facevano emozionare

Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c’è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d’un altro avviso,
son bombarolo.

 

Mio Dio! Lo sento ancora sulla pelle quell’insano fervore e sento che i tempi sono nuovamente maturi per una rivoluzione civile, ma guardo i visi dei giovani e li trovo spenti davanti all’ennesimo sgambetto dei potenti e mi ridico di nuovo “devo fare qualcosa!”

Qui chi non terrorizza si ammala di terrore! Sono pronto. Ma chi devo colpire: lui?Lei? L’altro?! A morte il maledetto!!! Chi? Quello o “quelo” per dirla alla Guzzanti?! Mi farò guidare dall’istinto, colpirò il primo che capita: “punirne uno per educarne cento!” Ho deciso, farò così. Sono pronto!!! Ma come colpirli? Mi costruirò una bomba.. Ma sono vecchio, è pericoloso, rischio di fare un guaio prima di raggiungere l’obiettivo.. Ci penso meglio… Bisogna agire però..Ma quando. Parto stasera, deciso. Squilla il telefono, è mia figlia: “papà stasera hai tempo per tenere Marco?” Non posso dirle di no. ” Certo cara!” La rivoluzione può attendere: racconterò i miei proposito al nipotino. Magari lui potrà un giorno… O forse ci penserai tu? Ad maiora!!

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