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Bambini in piscina: regole generali da seguire

Agosto, vacanze e necessità (e voglia….) di passare questo periodo nel migliore dei modi in interazione con i propri figli.
Di seguito le regole fondamentali da seguire in piscina che il raccomanda ai genitori per una corretta educazione acquatica dei propri bambini in totale sicurezza.

LA SCELTA DELLA PISCINA

Impianti. Verificate innanzitutto la presenza nella vostra città di impianti adatti ai bambini più piccoli e, se si, in quali giorni ed orari.

Vasca. Molte strutture offrono anche delle vasche medie o piccole adatte ai bambini e ai loro genitori.

Profondità. La profondità della piscina ha una sua strategica importanza perché i genitori devono toccare al fine di poter gestire con sicurezza gli esercizi consigliati nella guida in allegato.

Ambiente. Scegliete, se potete, un ambiente tranquillo. La comunicazione non deve mai raggiungere un tono esasperato e, questo, è possibile solo se non vi sono altre distrazioni (squadre agonistiche, acquafitness o altri corsi). Potete sempre scegliere di andare in piscina in orari ove queste attività “rumorose” non sono presenti o sono, comunque, più limitate.

Spogliatoi. Gli spogliatoi dovrebbero avere una temperatura sufficientemente calda da non permettere un repentino raffreddamento del corpo del bambino ed essere attrezzati con dei fasciatoi per i bambini più piccoli.

Temperatura in vasca. La temperatura esterna del piano vasca deve essere calda ma non soffocante. Oramai molto strutture hanno ottimi impianti di aerazione e questo permette una migliore qualità ambientale.
Temperatura dell’acqua in inverno. Esiste una scala di valori relativa alla temperatura dell’acqua a cui dovete fare riferimento:
29° insufficiente
30° appena sufficiente
31° discreta
31,5° più che discreta
32° buona – ottima
32,5 ottima

Bambini 3-12 mesi: una temperatura di almeno 31°- 32° reali
Bambini 12-18 mesi: una temperatura di almeno 31° reali
Bambini 18 -36 mesi: temperatura di almeno 30° reali
Bambini 3-6 anni: MAI sotto i 29° (spesso 29° anche per i bimbi così grandi possono essere pochi)

Temperatura dell’acqua in estate. La temperatura dell’acqua in estate, nelle piscine scoperte, difficilmente sorpassa i 30°, anzi, spesso si aggira tra i 26° e i 29°. Ma in questo caso la percezione della temperatura dell’acqua sarà notevolmente diversa: l’acqua a 28° può fungere da rinfrescante ed essere anche piacevole.

Bambini 3-12 mesi: temperatura di almeno 28° reali durante una bella giornata calda e soleggiata
Bambini 12-18 mesi: temperatura di almeno 28° reali durante una bella giornata calda e soleggiata
Bambini 18 -36 mesi: temperatura di almeno 27° reali durante una bella giornata calda e soleggiata
Bambini 3-6 anni: non sotto i 26° (a 25°si percepisce l’acqua molto fredda, quasi gelata)

Note:
– Non insistete nel far stare il bambino in acqua se notate che ha freddo.
– Il tempo di permanenza in acqua è strettamente proporzionale alla percezione di freddo. Il corpo umano cede calore all’acqua e, di conseguenza, dopo un soggettivo lasso di tempo, si inizia a sentire freddo.

Giochi sopra e sotto l’acqua. Se la piscina non li ha a disposizione portatevi da casa dei giochi puliti e disinfettati ad esempio palline e giochi per il bagno e tutto ciò che può animare o stimolare la loro creatività. Naturalmente tutto omologato e secondo le norme igieniche e di sicurezza conformi alla legge.

QUANDO PORTARE I
I bimbi si portano solitamente in piscina dai 3 mesi in avanti, questo per un semplice motivo: prima dei tre mesi necessitano di una temperatura dell’acqua più calda (34°) di quelle che solitamente si trovano nelle piscine (dai 30° ai 32°). Il loro sistema di termoregolazione è ancora in fase sviluppo e quindi possono perdere calore più velocemente.

Quante volte portare i . Optate per un rapporto settimanale (per un ciclo di due mesi) o due volte alla settimana (per un periodo più breve). Intervallateli con delle pause: tra un ciclo e l’altro fate una settimana di pausa.

Igiene in piscina. Fino ai 3 anni è richiesto l’utilizzo del pannolino usa e getta da piscina o il costume contenitivo. Entrambi devono essere ben aderenti al fine di evitare contaminazioni dell’acqua della piscina.

PRIMA DI ANDARE IN PISCINA
E’ utile sfatare una falsa credenza, ossia che d’inverno e con il freddo sia meglio evitare di andare in piscina con i bambini piccoli per non passare dal caldo al freddo repentinamente: fare un bagnetto a casa o farlo in piscina è, climaticamente parlando, la stessa cosa. Basta una struttura idonea e un po’ di organizzazione.
Consigli utili
• Frequentate solo piscine ove l’acqua è calda (31°-32°).
• Una volta entrati nella struttura togliete al bambino il giubbottino, il cappello, i guantini ecc..
• Non fate tutto di corsa, ma acclimatatevi con estrema calma al clima caldo umido che trovate in piscina.
• E’ obbligatorio fare la doccia preventiva sia agli adulti che hai bambini, ma a quest’ultimi, se sono piccoli, fatela con una certa dolcezza evitando manovre brusche e concitate.

LA SCOPERTA DELLA PISCINA
La prima cosa da fare è accompagnare con dolcezza, i vostri bambini alla scoperta del nuovo ambiente. Se è la prima volta o se si tratta di una nuova struttura, fate un giro di perlustrazione sul piano vasca raccontando ai bambini cosa state vedendo (telecronaca).

L’ENTRATA IN ACQUA
Dopo il giro di perlustrazione e dopo aver fatto la doccia, entrate in acqua con il vostro bambino con estrema dolcezza. Utilizzate una pacata telecronaca e sottolineate che l’acqua è bella calda.

No crema o prodotti oleosi. Non applicare nessuna crema o olio sulla pelle del bambino prima di entrare in acqua. Il pericolo è chiaro: c’è il rischio concreto che le prese diventino scivolose! Inoltre senza l’utilizzo di creme si preserva la qualità dell’acqua della piscina.

Quanto deve stare in acqua. Ci riferiamo ad un tempo di permanenza in acqua che permette di proporre, con calma e rispettando i loro tempi, giochi ed esercizi propedeutici al loro apprendimento.
Tra i 3 e i 24 mesi dai 25 ai 40 minuti circa
Tra i 24 e i 36 mesi dai 30 ai 40 minuti circa
Tra i 36 mesi e i 4 anni dai 40 ai 45 minuti circa
Dai 4 anni ai 6 anni dai 45 ai 50 minuti al massimo

Telecronaca. Parlate sempre al bambino (telecronaca) con un tono di voce pacato, sicuro e mettetelo a suo agio con tante coccole e canzoncine.

Le prese. Prese sicure ma non strette.

Tranquillità. Siate tranquilli e decisi: giocare in piscina con il proprio bimbo non è così complicato.

Ha inspirato un po’ d’acqua. Se per caso dovesse inspirare un po’ d’acqua con il nasino, diventerà un po’ rosso e singhiozzerà, ma non preoccupatevi.

Posizioni e posture. In piscina, rispetto al bagnetto a casa, potrete sperimentare diverse posture descritte attraverso le immagini nella guida in allegato.

L’immersione completa non deve essere il vostro obiettivo.
Nei primi mesi di vita e fino al compimento del primo anno di vita circa, non è l’immersione il fulcro dell’educazione acquatica ma piuttosto è molto più importante favorire una specifica acquaticità che è data, prima di tutto, dalla confidenza dell’acqua sul viso.

L’ACQUA SUL VISO
L’operazione acqua sul viso rappresenta un cruciale processo di apprendimento per l’acquaticità e il controllo della respirazione di ogni individuo, piccolo o grande che sia. Certi bambini esternano alcune volte con il pianto il loro disappunto dato dal “fastidio” di ricevere anche una minima quantità d’acqua su tutto il viso. In questo caso è opportuno distrarre il bambino, attendere qualche minuto e riprovare in un secondo momento.
Se dovesse mettersi a piangere anche le volte successive cercate ulteriori fonti di distrazione: facendolo sorridere, utilizzando il ciuccio come premio, dei sonagli ecc…
Non interrompete MAI questa operazione in modo definitivo, perché il pianto è il loro modo di comunicare un fastidio momentaneo che è dato dalla poca confidenza con l’ambiente acquatico.

La migliore procedura per mandare l’acqua sul viso al bambino è quella di utilizzare una ciotolina o un bicchiere di plastica.
Dovete tenere e sostenere il bambino con sicurezza e la posizione del piccolo deve essere verticale.
Quando il bambino ha il singhiozzo evitate di effettuare questa operazione ed attendete che gli sia passato.
Per l’acqua sul viso non ci sono controindicazioni ma se il bimbo è proprio piccolo (tre mesi) e tende ad inspirare subito con il nasino anche la poca acqua che gli mandate, proseguite con quantità minori d’acqua e in modo più graduale.
La confidenza dell’acqua sul viso è, spesso e volentieri, proporzionale a come fate il bagnetto a casa.

L’IMMERSIONE COMPLETA CON I BAMBINI 3/15 MESI
Vi consigliamo di sperimentare la prima immersione completa durante un corso di acquaticità con istruttori preparati.
Ricordatevi che l’immersione completa è inizialmente propedeutica e non prioritaria, anche se poi rappresenta uno dei passi più affascinanti ed importanti.
Può essere proposta in vari modi. È bene innanzitutto valutare, come abbiamo visto prima, la reazione dell’acqua sul viso. Se l’acqua sul viso è ben accetta, anche in quantità più elevate (una ciotolina intera per esempio), dopo che siete andati in piscina qualche volta si potrà procedere con l’immersione completa.
Non abbiate fretta, è meglio non bruciare le tappe e dare tempo al tempo, quindi fate fare al bambino un percorso dolce, tranquillo, ove l’immersione rappresenti una bella conquista.

Non si fa l’immersione completa al bambino se ha:
– Singhiozzo in corso
– Improvviso attacco di tosse
– Prime vie respiratorie congestionate

LE BOLLICINE
Anche le bollicine, ossia soffiare sotto l’acqua con la bocca e poi anche con il naso ( e poi naso e bocca insieme), rivestono una parte fondamentale per la presa di coscienza della respirazione in acqua. Inoltre l’indispensabile movimento della testa sopra e sotto la superficie dell’acqua, legato al respirare e al soffiare, è un problema di coordinazione tutt’altro che scontato, che richiede una certa attenzione ed un progressivo allenamento.

Ricordate che il galleggiamento è una conseguenza naturale dell’essere umano (infatti è stato concepito per galleggiare e non per affondare, eccetto casi limite e molto particolari). La respirazione va invece appresa con specifiche metodologie ludiche-didattiche. La respirazione è l’ ABC del mondo acquatico!

ATTENZIONE: le bollicine vanno proposte dal decimo mese in avanti.

QUANDO USCITE DALL’ACQUA
• Avvolgete bene il bambino nell’accappatoio o asciugamano.
• Recatevi alle docce e fategli una doccia calda.
• Asciugatelo bene senza mai dimenticare di prestare attenzione alle orecchie che devono assolutamente essere bene asciutte.
• Asciugate completamente i capelli con il phon.
• Rivestite il bambino con calma e a strati (ma aspettate a mettergli il giubbotto, cappello, guanti etc.)
• Evitate correnti d’aria o sbalzi repentini di temperatura.
• Attendete almeno 15 minuti nella zona bar zona cassa prima di uscire all’aperto. Sostateci per un lasso di tempo necessario ad acclimatare il corpo a una temperatura inferiore rispetto al piano vasca e agli spogliatoi. L’attesa sarà utile per far bere al bambino un succo di frutta, una tisana ecc..
• Una volta acclimatati, vestite il bambino con gli ultimi strati ed iniziate ad uscire dalla struttura avendo cura di coprire le orecchie e di mettere l’eventuale sciarpa al bambino.

Fonte: Ministero della Salute

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2 Responses to Bambini in piscina: regole generali da seguire

  1. Susanna

    30 maggio 2016 at 00:55

    La piscina è la miglior soluzione per il divertimento, la salute e il benessere dei bambini.

  2. Lorena

    12 settembre 2016 at 12:35

    Salve,
    Mia figlia ha tre mesi e siamo in piscina, mi chiedevo dopo la poppata ( allattamento al seno ) devo attendere tre ore?

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