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Nuove regole contro la pirateria online: le proteste di blogger e politici frenano l’Agcom


Frenano le nuove online: nel Consiglio Agcom di mercoledì 6 luglio non ci sarà, infatti, l’approvazione definitiva del provvedimento (delibera 668/2010/Cons) che dà all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la possibilità di intervenire sui contenuti illegali, in violazione del diritto d’autore, senza passare da un giudice ma attraverso provvedimenti amministrativi. Il testo era stato approvato all’unanimità il 17 dicembre scorso dopo una difficile mediazione che mise tuttavia d’accordo falchi e colombe all’interno dell’Authority.

Ma adesso che la protesta si è allargata dal popolo della rete (il sito Agcom ha subito anche attacchi informatici) ai blogger, dagli artisti ai leader politici, la frenata: «L’articolato dello schema di regolamento sarà sottoposto a una pubblica consultazione nella quale tutte le parti interessate potranno pronunciarsi con le loro proposte e i loro suggerimenti», si apprende in ambienti Agcom. L’Agcom prosegue pertanto «secondo il metodo di un aperto e democratico confronto nel quale tutte le iniziative, anche quelle più critiche, vengono considerate e tutte le istanze saranno tenute nel giusto conto nel rispetto dei ruoli di ciascuno». Quindi, mercoledì non sarà la giornata conclusiva, ma solo un’ulteriore tappa della vicenda.

«L’Agcom si fermi e consenta una riflessione più ampia. La libertà della rete è ossigeno vitale per le nostre democrazie». Queste le parole del segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani. «In particolar modo nel nostro Paese – ha detto Bersani – catalogato delle agenzie internazionali agli ultimi posti quanto a libertà e pluralismo dell’informazione e gravato da un conflitto d’interessi esasperante. Per questo chiediamo con forza che venga fugato ogni dubbio che il varo imminente della nuova disciplina sul diritto d’autore, in relazione alle tecnologie dei nuovi media, da parte dell’Agcom possa interferire in alcun modo con la libertà di espressione dei cittadini della rete. Il diritto d’autore – ha concluso il leader del Pd – deve essere difeso e tutelato, la democrazia italiana non può permettersi bavagli di alcun genere, e vigileremo sui tentativi diretti o surrettizi di introdurli».
In campo anche il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che sul suo profilo Facebook ha scritto che «la Rete è l’ultimo baluardo per la libera informazione e non deve subire censure. Per questo, abbiamo già presentato un’interrogazione parlamentare contro la delibera dell’Agcom». Martedì Di Pietro parteciperà alla manifestazione «No al bavaglio a internet: La notte della Retè» che si terrà a Roma, in via delle Fontane 113, a partire dalle 17,30.

Anche i senatori del Pd Vincenzo Vita e Luigi Vimercati hanno chiesto alla commissione Lavori pubblici del Senato un’audizione urgente del presidente dell’Agcom Corrado Calabrò. «Da quanto emerge – hanno detto – si può supporre che la disciplina in via di definizione vada oltre la delega già discutibile prevista dal decreto Romani di fine marzo 2010. Inoltre, pare inquietante l’eventuale surroga dei poteri del giudice naturale, con l’ipotesi di chiusura, in caso di inadempienza, dei siti “rei” di violare il diritto d’autore. Pare a noi un esercizio improprio della delega – hanno aggiunto – tanto più che lo stesso Calabrò nella recente relazione al Parlamento ha dichiarato necessaria una norma primaria di legge. È opinione comune in tante parti del Parlamento che, a questo punto, sia opportuna una moratoria, in attesa di una procedura istituzionalmente più corretta, non lesiva delle prerogative delle Camere».
Nel mirino di Calabrò – aveva detto lui stesso – non ci sarebbero i singoli utenti e neppure l’attività di peer-to-peer “casalingo”, lo scambio di contenuti protetti dal copyright, ma i maxi-siti che traggono profitto, attraverso le inserzioni pubblicitarie, dai download illeciti. In quest’ottica l’Agcom vorrebbe diventare il garante del corretto funzionamento di un sistema – qualcuno dice un nuovo “sceriffo” del web – che prevede la richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito che viola il diritto d’autore, i famosi provvedimenti-lampo di tipo amministrativo che avranno il compito (forse) di alleggerire la giustizia ordinaria. E per i siti con server in Italia e all’estero che diffondo illegalmente (e a scopo di lucro) contenuti coperti dal copyright, l’Autorità già in dicembre aveva ipotizzato l’istituzione di una vera e propria black list di piattaforme illegali, insieme con la possibilità, «in casi estremi e previo contraddittorio», dell’inibizione del nome del dominio e dell’indirizzo Ip.
Fonte ILSOLE24ORE.COM

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