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Cambiare il proprio nome o cognome che crea imbarazzo? Ora è più facile


D’ora in poi cambiare un cognome o un nome che ci crea disagio sarà meno difficoltoso di prima. La prassi è introdotta dallo schema di regolamento approvato dal Consiglio dei ministri del 22 luglio 2011 semplifica le procedure, con significativi elementi di snellimento e innovazione e prevede che l’autorizzazione, ora concessa dal Ministero dell’Interno, sarà delegata ai prefetti di ogni capoluogo di provincia.

La cosa da fare è recarsi all’anagrafe per chiedere il cambio di generalità (motivando la richiesta) con  tempi  decisamente più rapidi rispetto a quanto succedeva fino ad oggi. Il decreto riscrive le regole sullo stato civile in materia di nome e cognome dei cittadini, dopo la riforma che ha trasferito dal ministro della Giustizia al ministro dell’Interno la competenza in materia. E semplifica le procedure escludendo il ministro e affidando il potere di decisione al prefetto. Le richieste devono rivestire carattere eccezionale e sono ammesse esclusivamente in presenza di situazioni oggettivamente rilevanti, supportate da adeguata documentazione e da significative motivazioni. Le istanze più frequenti, infatti, sono riconducibili a tre tipologie :

1. la richiesta di aggiunta del cognome materno a quello paterno: queste domande, in costante incremento, vengono solitamente accolte se presentate da persona maggiore di età, ovvero riguardano un minore e sono corredate dal consenso di entrambi i genitori;

2. l’istanza della donna divorziata o vedovarisposata che chiede di aggiungere per i figli il cognome del nuovo marito a quello del primo marito: anche in questo caso la modifica del cognome è normalmente concessa, mentre vengono respinte, tranne casi eccezionali, le domande volte a sostituire il cognome del nuovo marito a quello del primo;

3. l’istanza del neocittadino italiano che, in sede di concessione della cittadinanza, si vede assegnare il cognome paterno, diverso da quello con il quale era identificato all’estero e chiede di modificarlo per ricondurre ad unità le documentazioni.

 

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