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“Brunetta è un cretino!” E se lo dice Tremonti… La rivincita dei precari

Quanto successo non esiteremo a chiamarlo la rivincita dei precari. Qualche tempo fa quest’ultimi erano stati definiti dal “gigante” della parola volgare come “l’Italia peggiore” e non deve essere sembrato loro vero sentire il “salvatore dei conti pubblici” apostrofare il ministro dei ministri con l’insulto più mortificante per un “sapiente”, presunto, come lui: “cretino”.
Il luogo è il ministero dell’Economia in via XX Settembre. Il titolare Giulio presenta alla stampa la appena firmata dal presidente della Repubblica. Al suo fianco, vari colleghi del governo. Tutti seduti allo stesso tavolo. Quando tocca al responsabile della Funzione pubblica, Renato , illustrare i correttivi alla spesa del pubblico impiego, sembra subito spazientirsi. E, rivolgendosi prima al ragionere generale dello Stato Mario Canzio, poi al capo di gabinetto del suo ministero Vincenzo Fortunato, quindi al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, commenta: “E’ proprio un cretino”, “questo è il tipico intervento suicida”. Sussurri taglienti, con una nota di divertita perfidia. I suoi interlocutori non lo contraddicono. Anzi. Intanto allo stesso tavolo, a pochi centimetri di distanza, Brunetta continua a parlare. E, nel parlare dei provvedimenti per il taglio alle auto blu, cita proprio . Che sbuffa e si prende la testa fra le mani.

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