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Turismo azzoppato in Veneto: Trenitalia “non decolla”

Di Caterina FRANCHINA

Storie di quotidiana follia, sembra proprio questo il leitmotiv del viaggiatore che, turista o pendolare che dir si voglia, si trovi ad appoggiarsi a per spostamenti all’interno del territorio nazionale e, nel caso di specie Veneto. Non sono servite infatti le multe combinate all’importante azienda di trasporti tricolore
(n.d.r. \”La regione Veneto multa Trenitalia\”)
per indurla sulla strada dell’ottimizzazione e dell’efficienza ed ancora e frequentemente si manifestano episodi intollerabili sul piano dei servizi che deve necessariamente offrire al cittadino. Succede infatti che, come consuetudine, ma soprattutto in questo periodo di ferie, il treno “2110” che collega Venezia Milano, sia letteralmente preso d’assalto: un organizzazione razionale delle risorse avrebbe voluto che si cercasse di aumentare le carrozze o cambiare la tipologia del treno per evitare che i fruitori dovessero essere costretti a viaggiare come sardine, ma quello che è successo lo scorso 9 agosto è davvero inaccettabile; il treno arriva in ritardo (circa dieci minuti) e tra i molti in attesa si pensa già subito ad una normale consuetudine in questo periodo di ferie, ma la non curanza diventa stupore quando gli altoparlanti annunciano “si prega i signori viaggiatori di non occupare le carrozze in testa al treno perchè già sovraffollate“. Nel video girato con il cellulare alla stazione potrete vedere documentata la situazione sul treno in oggetto: passeggeri seduti, circondati da altrettanti in piedi, i corridoi intasati dalle persone, “isole felici” solo i vagoni di prima classe praticamente e paradossalmente vuoti. Si nota gente che corre a destra ed  a manca cercando di accaparrarsi un posto, fosse anche in prima; si vede un bambino piccolissimo un braccio alla sua mamma che cerca la giusta ubicazione per un viaggio sereno, comodo, civile. Ed invece… Si possono scorgere i due controllori che, dopo la evidente perplessità e disagio per le condizioni indecenti, chiedono alle persone che avevano occupato la prima di spostarsi (compresa la mamma con bambino). Giusto che le regole vadano rispettate, ma è chiaro anche che nessuno dà il diritto a Trenitalia di rendere lecito un tale disagio con delle condizioni di viaggio da “carro bestiame”. Confidiamo in , attuale Assessore regionale del Veneto al Turismo , perchè possa mettere la parola fine a questo status quo: non serve un portale ad hoc http://www.veneto.to/web/guest, per conferire una marcia in più all’accoglienza nella Regione ed alla fruibilità del territorio, se questa è la concreta risposta che diamo sul piano dei trasporti; ci vuole credibilità nei confronti del turista che possa indurlo al ritorno nella nostra Regione e permettere a tutti di potersi muovere liberamente senza il necessario ausilio delle quatto ruote. Trenitalia continua ad imporre gli aumenti, ma a che pro, se questo è il frutto del prezzo del biglietto?

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