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Zaia vieta a Vedelago l’Inno di Mameli. Necessario fare finta di niente?

Di Aldo SANTORO e Caterina FRANCHINA

L’episodio non avrà sicuramente conseguenze e di questo ne siamo certi. Dopo l’assenza del Ministro dell’Interno dal palco delle autorità durante le celebrazioni della Festa della Repubblica, verrà sicuramente considerato un peccato veniale questo del neo-governatore del Veneto che in un eccesso di zelo di stampo leghista ha imposto, così raccontano i testimoni, che non venisse suonato l’Inno Nazionale ma il Va’ Pensiero.Il contesto era la presentazione della nuova bio-scuola di , una struttura in grado di ospitare 125 bambini e costruita seguendo i migliori dettami della nuove tecnologie per il risparmio energetico. Dotata di sonde geotermiche, pannelli fotovoltaici, legno e di un sistema di riciclo dell’acqua piovana. La scuola realizzata dal sindaco leghista Paolo Quaggiotto con un progetto innovativo all’insegna delle nuove tecnologie e del risparmio energetico; un fiore all’occhiello per il Comune, tanto che per realizzarla il sindaco aveva deciso anche di sforare il patto di stabilità.
A rompere le uova nel paniere è stato proprio il neogovernatore , arrivato poco prima delle 10. La sua accoglienza era stata predisposta fino all’ultimo dettaglio. In prima fila il coro di Salvarosa, frazione della vicina Castelfranco, pronto a cantare l’i nno di Mameli. L’inno italiano, l’inno istituzionale per tutte le cariche dello stato. Una cosa però poco gradita all’ex ministro all’ agricoltura, già presidente della provincia di Treviso, baluardo dell’ortodossia leghista e ieri purtroppo simbolo della scarsa sensibilità del Carroccio verso il valore dell’unità nazionale. Appena arrivato, , attraverso il suo portavoce, ha subito «imposto» il suo diktat: «Niente inno italiano finché ci sono io». Meglio il «Va’ pensiero». Apriti cielo! Tra gli indignati, Carmela Palumbo, direttrice dell’ufficio scolastico regionale, ha già annunciato di voler denunciare la cosa all’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan.
“L’Inno di Mameli è stato regolarmente cantato dal coro al momento del taglio del nastro – sostiene Zaia – credo che queste precisazioni siano utili per chiudere definitivamente una polemica che non aveva e non ha ragion d’essere”.
I testimoni raccontano un diverso decorso dei fatti. La vicenda sicuramente si concluderà con una generale e reiterata smentita, ma il fatto resta: lo strapotere leghista ormai deborda fuori dai canoni della correttezza istituzionale, in una generale tolleranza nel nome del sacro-patto politico che a Roma è fondamentale per il permanere al potere del Governo, una volta di più dopo l’ormai conclamata “libertà di opinione” di Fini e dei suoi sostenitori. Necessario fare finta di niente!…. E lo stillicidio dei valori Repubblicani continua, senza vergogna. Ad maiora!

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16 Responses to Zaia vieta a Vedelago l’Inno di Mameli. Necessario fare finta di niente?

  1. Marco

    13 giugno 2010 at 22:40

    Costui sputa nel piatto da cui mangia (e non poco).
    Il personaggio dovrebbe essere cacciato dal governo con demerito.

  2. Gandalf

    14 giugno 2010 at 00:01

    L’ignoranza e la stupidità dilagano, la mamma degli imbecilli è sempre in cinta.
    Un pò di coerenza non farebbe male al popolo della Lega : se gli fa tanto schifo l’Inno di Mameli perchè stanno seduti nel Palazzo a percepire i soldi che Roma ladrona gli elargisce ? o forse hanno sentito dal loro leader che lavorare stanca(vecchie rimiscenze di Pavia) e si guadagna molto meno che a fare parole e discorsi (cretini) , a pagare le tasse , ad andare in pensione a 65 anni e non poter passare il potere e un lauto stipendio al figlo.
    Saluti a Zaia

  3. francesco

    14 giugno 2010 at 00:31

    Direi di isolare il nord,affinchè,finalmente,diventi la terronia d’ Europa.Mi sono rotto il cazzo di questa gentaglia,gli abbiamo portato Roma caput mundi,la filosofia,il diritto,la prima università,il cristianesimo.Quella ,che chiamano Roma ladrona,2000 anni fa(anzi dal 753a.C.)ha già detto tutto in materia militare,amministrativa,tributaria,oltre che giuridica.Loro sapevano solo zappare la terra e fare i guardiapecore.Hanno saputo spremerci e prosperare con le nostre forze umane e materiali.Al nord ho tanti amici,che,grazie al Cielo,san fare ben altro che muggire i riti padani,ma ho le palle piene di tutti gli altri. Questi bovari o sono furbi-non intelligenti,ho detto furbi- o sono delle enormi teste di cazzo. Che se ne vadano per i fatti propri,ci sara’ da divertirsi,quando la Sig.ra Merkel li mettera’col sedere per terra.Vadano al diavolo,pecorari.

  4. carlo

    14 giugno 2010 at 03:46

    siamo arrivati alla frutta, come si sul dire,e nessuno prende posizioni nette e divergenti contro questi pseudo italiani.La tolleranza nei loro confronti e su tutto quello che fanno forse non va premiata con un bel cd contenente l’inno di mameli e l’alza bandiera del tricolore nazionale?

  5. Bryh

    14 giugno 2010 at 07:07

    Sono tutt’altro che leghista, ma l’Inno di Mameli, parole e musica, non mi piace.! Forse perché ha fatto il suo tempo e quindi non adatto ai tempi moderni.! Sono convinto che il “Va’ pensiero” del Nabucco di Verdi, limitatamente alla sola musica, sarebbe molto più gradito all’orecchio italiano, per cui si potrebbe tentare di elevarlo anche ad Inno Nazionale, in sostituzione del “Fratelli d’Italia”, conservando la musica, ma sostituendo le parole, perché queste.:

    <>

    palesemente, col Popolo Italiano, non hanno nulla da spartire.!
    Che qualcuno promuova un concorso nazionale di Poesia, per trovare le parole giuste, da sottoporre al giudizio popolare mediante referendum.!

  6. Giuliano

    14 giugno 2010 at 08:26

    Il presidente della regione veneto sembrava ….. ma se non gli piace l’inno di Mameli, se non gli piace l’Italia ci sono dei paesi
    tropicali dove si vive molto bene e basta una foglia di “fico” per coprirsi.
    All fine della storia si ricordi Aberto di Giussano, la storia ha i suoi corsi e ricorsi.

  7. Aspide

    14 giugno 2010 at 08:56

    Quando un politico vede tutto verde si deve comportare da politico verde e non dormire in padania e mangiare a Roma.

  8. anonimo

    14 giugno 2010 at 09:09

    Vorrei auspicare che l’istituto della “smentita” sia ufficialmente cancellato da qualsiasi contesto soprattutto politico
    Al giorno d’oggi vi sono telecamere registrazioni etc.
    la smentita e’ di fatto impossibile : o il fatto e’ vero e chi smentisce dopo averlo fatto e’ un bugiardo o non e’ vero e chi sostiene una cosa non vera e’ un calunniatore
    la famosa regola: prima nega semper .. concede paucum ,distingue ai giorni nostri non e’ piu’ applicabile o e’ vero o non e’ vero.
    i nostri politici invece per sistema prima affermano poi smentiscono
    in ogni caso cosa c’entra va pensiero? l’inno italiano e’ l’inno di Mameli.punto

  9. mario

    14 giugno 2010 at 09:28

    Oramai non ci sono più parole. Tutto fu studiato a tavolino tanti anni fa, insieme con “santo Bettino”, perpetrando lo scandalo nato con l’imbroglio nazionale dell’unità d’Italia: il “sor Cavour” e gli altri della setta non solo di questo Paese sono passati alla storia per avere liberato l’Italia dall’oppressore e ora dovremmo anche spendere soldi per commemorare questa finta unità: i soliti nordisti hanno depredato il sud, continuano a farlo ; io sono del centro, conosco bene i fatti storici VERI non quelli che BLA BLA BLA vengono falsamente insegnati a scuola , è noto che i barbari discesero a fecero razzia delle ricchezze di Napoli, palermo lasciando il sud in mano al brigantaggio (ora si chiama mafia?); il grande garibaldino assoldato fatto il suo dovere di mercenario si è riposato meritatamente a Caprera e poi ricordato come il grande eroe…. ecc… ci ritrovammo in mano a quei delinquenti dei Savoia
    tra l’altro inetti che hanno perso il trono in pochi anni anche se è tornato il buffoncello ex drogatino che seppure non regnerà occuperà un posto in TV… Ora i nordisti tengono in mano il folle patetico giullare e gli fanno fare e ottengono tutto quello che vogliono …Pensate, sono riusciti pure a far diventare bravo il figlio di Bossi: che esempio di cultura e intelligenza (bifolchi!)Ma chi li vuole questi barbari!!! Mettiamo una frontiera al nord della Toscana: potrebbe essere un incentivo a quelli del sud di rimboccarsi le maniche. Che marciume! un grido che viene da una persona anziana che ne ha viste di porcate, ma in questi anni si è esagerato…Però io credo nel ciclo e riciclo vichiano… e spero di assistere ad un ribaltamento saggio ed equo.

  10. PADANIO DI PATANIA

    14 giugno 2010 at 10:42

    L’ignoranza e la rozzezza dei leghisti è veramente stupefacente al di la del fatto che sono al governo nazionale da oltre 10 anni e quindi responsabili in pieno delle leggi sulla sicurezza e sull’economia e soprattutto su quelle ad personam ed anche dell’ultima sul bavaglio ai giornali e conseguentemente la salva ladri e mafiosi ma quello che più mi colpisce è l’innalzare il “Va pensiero ” ad inno della cosidetta nazione padania . La cosa che i leghisti ormai più pagnottisti che puri e duri , non sanno che il “VA PENSIERO è Il GRIDO DI DOLORE DI UN POPOLO SCONFITTO COSTRETTO ALLA FUGA – quel popolo per chi non lo sa è il popolo ebreo. Ve lo immaginate cantato prima di una gara di calcio o di una eventuale immaginaria battaglia invece di incitare alla vittoria si incita alla sconfitta – grande i pagnottisti leghisti duri e puri_ ormai il pane per costoro è rancito

  11. Markus Antico

    14 giugno 2010 at 11:48

    La bufala quotidiana del regime dell’informazione di sinistra oggi è su : “Zaia e l’inno nazionale”.

    http://antikom.myblog.it/archive/2010/06/14/i-transformers-di-sinistra-oggi-sono-comu-nazi-onalisti-la-b.html

  12. Giovanni

    14 giugno 2010 at 12:07

    Il Presidente della repubblica come garante della costituzione e penso dell’unità d’italia, credo che debba almeno porre delle interrogazioni a questi personaggi che pur rappresentando l’iItalia o pezzi d’Italia, sono contrari all’inno nazionale. Ricordo che quando frequentavo le scuole elementari,e poi in misura maggiore durante il servizio militare,(molti anni fa), ci dicevano che dovevamo stare dritti sull’attenti e in religioso silenzio durante l’esecuzione dell’inno italiano. Oggi ministri della repubblica e governatori di regioni, boicottano l’inno e forse l’unità d’Italia e il nostro Presidente della Repubblica cosa avrà intenzione di dire o fare?

  13. ninonebis

    14 giugno 2010 at 12:22

    Andate a vedere lo statuto della lega http://www.leganord.org/ilmovimento/lega_nord_statuto.pdf e capirete perchè non vogliono l’inno di Mameli. E’ ora che intervenga la magistratura per attentato alla Costituzione Italiana.
    Infatti sulla Costituzione il presidente del consiglio dei ministri e tutto il suo governo hanno giurato promettendo «fedeltà e leale osservanza» come recita la formula: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione» prescritta dall’art. 1, comma 3, della legge n. 400/88.
    Si tratta di eversione bella e buona !!!!!

  14. aldo

    14 giugno 2010 at 13:32

    La lega sta facendo proprio schifo. Si decanta come partito del popolo però non salva alza nenancge un dito contro una finanziaria che colpisce i più deboli. Provate a leggere la Padania sul web o a telefonare a radio padania, deovete essere iscritti perchè che parla deve essere con loro e non accettano critiche. Queste benemeriti sputano sull’Italia ma prendono los tipendio pagato anche dal sud. Vorrei sapere se quegli insulsi parlamentari ex Alleanza Nazionale che hanno fatto del tricolore òa loro forza sono sempre loro alleati o no. L’unico che si fa sentire + GIANFRANCO FINI.PRESIDENTE Li mandi a quel paese una buona volta.

  15. Francesco A

    21 ottobre 2010 at 11:45

    Mi compiaccio nel raccapacitarmi di cotanto ardore per una giusta causa. Ma perchè gli italiani non capiscono che i veri problemi sono proprio questi??!? Accidenti a Zaia!
    Diciamolo tutti che a non non interessano: la disoccupazione, la manovra fiscale, la riforma della giustizia, allegerire le tasse, risistemare le aliquote, incentivare gli acquisti sulla prima casa, contenere l’immigrazione, combattere la mafia, . . .
    L’inno di Mameli è importante! E’ importante sapere dell’appartamento di Fini, è importante inventarsi un modo nuovo (tutti gli altri ormai iniziano a puzzare) per trovare un nuovo processo da fare al Presidente del consiglio Berlusconi, dobbia capire queste importanti cose.
    O gente, sveieve fora. Ai veri Veneti quei che lavoro non ghe interessa niente de ste cazzate ma volemo manco tasse, manco gente che ne spiana el fusie davanti casa per rapinarci, voemo vera giustizia non difendere sempre Caino. Semo stufi de dare el culo a destra e a manca.
    E sto federalismo fiscale. Se ci fosse? tutti i forestali della Sicilia e della Calabria chi li mantiene?
    Ma l’importante è tette e culi alla TV. Intanto c’è chi si spacca la schiena e chi ghe magna insima. Sempre stà.
    Ad maiora

  16. giuseppe rigoni

    21 novembre 2010 at 09:04

    Zaia come del resto tutti i leghisti, altri non sono che dei neo fascisti secessionisti con la camicia verde anziche quella nera, lui e finito a capo della più prestigiosa regione italiana grazie ad un compromesso tra la mafiosità levantina, ed il novo fascismo che vuole eliminare le leggi anti mafia. Dunque Zaia non solo in Veneto non rappresenta i Veneti, ma dopo la crisi del Governo non rappresenterà più nemmeno tutta la destra.

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